8 Novembre 2017

Processo Bm, tremila parti civili E spunta anche la Banca d’Italia

Bankitalia vuole essere parte civile nel procedimento per il crac miliardario di Banca Marche. La richiesta è arrivata ieri a sorpresa tra le oltre 3mila istanze presentate da tante associazione di consumatori che assistono risparmiatori beffati, azionisti ma anche da dipendenti e dalle quattro fondazioni di Jesi, Pesaro, Macerata e Fano. Al quinto piano del Palazzo di Giustizia di Ancona si è tenuta un’ affollatissima udienza preliminare, presidiata anche dalle forze dell’ ordine, davanti al gup Carlo Cimini. Al termine il giudice ha preso atto di tutte le istanze e ha fatto slittare le proprie valutazioni al 16 gennaio. Anche per permettere di esaminarle ai difensori dei 16 ex amministratori e manager della vecchia Bm imputati, tra cui l’ ex direttore generale Massimo Bianconi. Fuori dal Palazzo Molti dei danneggiati erano in aula, altri sono dovuti rimanere fuori dal Palazzo di Giustizia: alcuni hanno protestato sonoramente. «Ora siamo noi i ladri che non possono entrare in tribunale», ha urlato uno dei presenti, senza creare comunque problemi di ordine pubblico. La Procura di Ancona – i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri coordinati dal Procuratore Elisabetta Melotti – ha chiesto il rinvio a giudizio di ex dirigenti e amministratori accusati, a vario titolo, di reati che vanno dalla bancarotta al falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. È su quest’ ultima ipotesi che sembra entrare in campo Bankitalia che si sente anch’ essa danneggiata. In aula c’ erano sei imputati: tra loro l’ ex vice direttore generale Stefano Vallesi e Giuseppe Paci (ufficio concessione crediti). Sul piede di guerra per rivendicare i diritti di tante persone che hanno visto azioni e risparmi azzerati (dal proprietario terriero del Maceratese che aveva accumulato 6 milioni di azioni all’ emigrato con le obbligazioni subordinate ormai carta straccia) c’ è l’ Unione nazionale consumatori che rappresenta oltre 2.700 persone per 45 milioni di euro tramite gli avvocati Corrado e Carlo Canafoglia, Elisa Montesi e Giulia Pellegrini: si è presentata con sette valigie colme di documenti (35mila fogli) per dimostrare la fondatezza della richiesta di parte civile. L’ annuncio L’ associazione ha annunciato che percorrerà le vie legali (una mediazione e poi l’ eventuale causa) anche contro il management che è arrivato dopo Bianconi, compresi i commissari straordinari nominati dalla Banca d’ Italia. Già da ora, Canafoglia ha chiesto di poter citare in giudizio Ubi come responsabile civile oltre alla Nuova Banca Marche e ad alcune compagnie assicurative. Medesime richieste di parte civile, oltre a quelle di numerosi ricorrenti singoli, sono state avanzate da altre associazione tra cui Adusbef, Adiconsum, Federconsumatori, Codacons, Acu e Movimento tutela cittadini. Non si è invece costituita, almeno nella fase preliminare, la vecchia Banca Marche nella persona del commissario liquidatore Bruno Inzitari che però ha già avviato una pesante causa civile contro Bianconi e altri presunti responsabili della gestione di Banca Marche poi dichiarata insolvente. Daniele Carotti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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