19 Febbraio 2014

Processo Berlusconi Il giudice e quel sostegno a Prodi vent’ anni fa

Processo Berlusconi Il giudice e quel sostegno a Prodi vent’ anni fa

NAPOLI – Nicola Russo, il giudice che nelle ultime due udienze ha presieduto il collegio che sta giudicando Silvio Berlusconi e Valter Lavitola per la presunta compravendita di senatori, segnalò al presidente del Tribunale che a metà degli anni Novanta sostenne la candidatura a premier di Romano Prodi. Carlo Alemi, tuttavia, non ha ritenuto che vi fossero gli estremi per l’ astensione, dal momento che, all’ epoca, Russo non era ancora in magistratura. La vicenda emerge dal fascicolo processuale. In origine il processo doveva essere celebrato dalla IV sezione del Tribunale, collegio A, presieduto da Loredana Acierno. Quest’ ultima, tuttavia, è la moglie di Antonio Laudati, l’ ex procuratore di Bari finito sotto procedimento disciplinare per presunte ingerenze nell’ inchiesta su Gianpaolo Tarantini e le escort fornite al Cavaliere. Acierno, dunque, chiede ad Alemi di astenersi e la sua richiesta viene accolta. In base al meccanismo automatico che assegna i processi alle diverse sezioni del Tribunale, il dibattimento che vede imputati Berlusconi e Lavitola finisce dunque davanti alla I sezione, collegio C, presieduto da Russo. E Russo, dimostrando grande scrupolosità, segnala ad Alemi quella circostanza che risale a quasi vent’ anni prima: a metà degli anni Novanta, a Castellammare, la sua città, fu uno dei tanti attivisti della Rete che sostennero la candidatura di Romano Prodi a presidente del Consiglio. Come tanti altri studenti cattolici (proveniva infatti dalla Fuci), Nicola Russo si impegnò per sostenere il Professore. Molto tempo e molti eventi dopo, il caso vuole che proprio lui si trovi a giudicare (prima da presidente, ma dalla prossima udienza da giudice a latere) l’ uomo accusato di avere pagato dei parlamentari perché, con la loro defezione, facessero cadere il Governo presieduto da Prodi. Una circostanza irrilevante, secondo il presidente del Tribunale. Che chiarisce: «Il giudice Russo mi ha parlato di queste vicende a mero titolo di cautela, dicendosi pronto ad astenersi se io lo avessi ritenuto opportuno. Io non l’ ho ritenuto, dal momento che si tratta di un’ attività svolta non da magistrato. Del resto le ipotesi di astensione sono tassativamente previste e questa non vi rientra». La circostanza, del resto, era nota anche ai difensori di Berlusconi, Niccolo Ghedini e Michele Cerabona, per i quali costituisce un dato assolutamente neutro: «L’ abbiamo appresa dal fascicolo processuale – conferma Cerabona – e non abbiamo ritenuto di approfondirla». La prossima udienza del processo è fissata per mercoledì 26 alle 9.30; il collegio si pronuncerà sulla richiesta di costituzione delle parti civili avanzata lunedì. La composizione cambierà: il compito di presiedere sarà affidato a Serena Corleto, che arriva da un’ altra sezione ed è più anziana di Nicola Russo. Quest’ ultimo assume il ruolo di giudice a latere come Antonio Baldassarre, mentre non si occupa più del processo il giudice onorario Tiziana D’ Amato. Hanno chiesto di costituirsi parti civili il Senato e un gruppo di cittadini marchigiani; sono già costituiti, ma non è detto che lo restino, Italia dei Valori e il Codacons. Titti Beneduce RIPRODUZIONE RISERVATA.
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