10 Giugno 2014

Processo alle fonderie, Pisano patteggia

Processo alle fonderie, Pisano patteggia

L’ entità della pena sarà definita a settembre, ma l’ accordo di massima tra accusa e difesa c’ è già: Luigi Pisano chiuderà con un patteggiamento il procedimento penale per l’ emissione di fumi tossici dalle fonderie di Fratte, dopo aver già cancellato con un’ oblazione, nei mesi scorsi, quello sull’ inquinamento delle acque. Ieri, nel corso della prima udienza davanti al giudice Antonio Cantillo, il difensore Guglielmo Scarlato ha formalizzato la scelta del rito alternativo, aggiungendo che anche le parti civili hanno dato il loro placet, non richiesto dalla legga ma gradito al pubblico ministero Carmine Olivieri, titolare dell’ inchiesta. Sarà con lui (ieri sostituito in aula da un pm di udienza) che la difesa cercherà un accordo sulla pena prima del 22 settembre, quando si tornerà in udienza. Ma è sulla costituzione delle parti civili, formalizzata prima dell’ istanza di patteggiamento, che si sono consumati momenti di tensione. Nonostante i molti annunci della vigilia, a costituirsi in giudizio sono stati solo il comitato “Salute e vita” (con l’ incarico conferito dal portavoce Lorenzo Forte all’ avvocato Enrico Giovine), il Comune di Pellezzano e Gianluca De Martino per Legambiente Salerno. Assenti il Comune di Salerno e la Provincia, che pure avevano manifestato l’ intenzione di esserci. Una “dimenticanza” che ha mandato su tutte le furie gli esponenti del comitato, che in una nota al vetriolo invocano le scuse alla cittadinanza e chiedono al sindaco di revocare all’ assessore Gerardo Calabrese la delega all’ ambiente. «Il Comune – dichiara Lorenzo Forte – conferma di non essere in grado di tutelare la salute dei cittadini». E aggiunge: «Avevamo già espresso perplessità e preoccupazione per le dichiarazioni di Calabrese, che interpretavano in maniera superficiale i dati dell’ Arpac dai quali si evince un gravissimo quadro di inquinamento». Frizioni anche con il Codacons, che ieri era in aula con il rappresentante Matteo Marchetti ma, nonostante l’ impegno assunto nei giorni scorsi, non si è costituito. «A differenza loro – sottolinea Forte – noi non siamo per la chiusura della fabbrica ma per la delocalizzazione». Dal canto suo il Codacons critica la scelta del patteggiamento, che evita sì la declaratoria di prescrizione ma «non rende giustizia ai danneggiati». (c.d.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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