22 Giugno 2007

Processo alla Gea, decine di testi tutto il calcio sfilerà in procura

Via alle udienze: da Lippi a Del Piero, da Zeman a Capello, deporranno i big del pallone
Processo alla Gea, decine di testi tutto il calcio sfilerà in procura

ROMA – Nel primo giorno del processo ai Moggi e alla Gea, naturalmente immerso in una cappa di costituzioni delle parti, ammissioni dei testimoni, di atti lenti e rimandanti, si comprende che quella in arrivo sarà l`estate della sfilata del calcio in procura. Dopo l`estate del caso Catania, quella delle false fideiussioni, dopo il caso Genoa e lo scandalo intercettazioni ecco che già il prossimo 10 luglio (e poi il 12) si vedranno volti conosciuti alternarsi davanti allo scranno di Luigi Fiasconaro, giudice della X sezione della procura di Roma. Sono più di 400 i testimoni chiamati dall`accusa e dalle sei difese a parlare di padre e figlio Moggi e degli altri quattro uomini Gea – Zavaglia e Lippi jr, Gallo e Ceravolo – accusati di “minacce e violenza“ al fine di alterare il calciomercato italiano. L`accusa, sostenuta dai pm Palaia e Palamara, ha scremato sessanta teste e, udienza dopo udienza, chiamerà Marcello Lippi, ex ct e padre di Davide, a chiarire “i rapporti tra i vari imputati, il ruolo dei singoli personaggi in seno alla Gea, l`organizzazione di questa società, i suoi metodi“. Domande precise e lievemente imbarazzanti per un allenatore che ha sempre sostenuto di non aver chiamato giocatori nella Juve e in nazionale su segnalazione del figlio. Sulle modalità di acquisto e di cessione dei giocatori Gea, i pubblici ministeri chiederanno lumi all`altro ex allenatore della Juventus, Fabio Capello, e all`immancabile Zdenek Zeman. Teste per l`accusa sarà anche l`ombra nera di Calciopoli, Antonio Giraudo, che dovrà spiegare in aula le laute provvigioni pagate ad Alessandro Moggi. A Franco Baldini, che le ha vissute sulla pelle, si chiederà descrizione delle famose minacce di Big Luciano e spiegazioni sui moduli federali “finalizzati all`elusione del divieto di doppia intermediazione“. Il presidente del Messina Pietro Franza dovrà illustrare perché, appena entrato nel calcio, si rivolse subito a Moggi. L`ex direttore sportivo del Siena, Giorgio Perinetti, quale sia stata l`influenza moggiana sul suo club. Dall`altra parte, le sei difese chiederanno di essere difese, a vario titolo e in diverse circostanze, da Alessandro Del Piero e Massimo Moratti. Dalla Sensi e da Lotito, da Galliani e Carraro, da Carlo Ancelotti e Massimo Cragnotti. Il calcio italiano degli ultimi 15 anni in procura, niente di più. Ieri il tribunale ha deciso di consentire la presenza nel dibattimento della Federcalcio, dell`ex procuratore Stefano Antonelli e del procuratore Claudio Orlandini. La gestione Gea li avrebbe danneggiati. Respinte, invece, le richieste del Codacons, dell`allenatore Arcadio Spinozzi e dell`ex patron del Perugia Luciano Gaucci. “E` stato un sistema perverso che danneggiava gli interessi della concorrenza“, ha attaccato il pm Palamara, “il metodo illecito consisteva nel prospettare a un calciatore, con sistemi minacciosi, di giocare in una società blasonata solo se la sua procura veniva affidata alla Gea. Il club importante era la Juventus, società il cui direttore generale era Luciano Moggi, padre di Alessandro. Il sistema introdotto“, ha concluso, “determinò un`influenza in tutto il mondo del calcio per cui chiunque avesse intenzione di farne parte doveva avere come punto di riferimento Luciano Moggi“.

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