Processo a Diana: il Codacons sarà parte civile
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fonte:
- L`Unione Sarda
La decisione di accogliere la richiesta di rito immediato è prerogativa «insindacabile» del giudice per le udienze preliminari, dunque il Tribunale non può intervenire. Inoltre i fatti «sono chiari e precisi», con «dettaglio» della somma contestata. Insomma: il processo a Mario Diana può finalmente cominciare dopo la richiesta di giudizio immediato inoltrata dal pm Marco Cocco a febbraio. Decisione dei giudici della prima sezione penale (presidente Mauro Grandesso, a latere Silvia Badas e Giorgio Cannas), che ieri hanno respinto le eccezioni preliminari degli avvocati difensori Mariano e Massimo Delogu e accolto la richiesta di costituzione quale parte civile del Codacons. È la prima volta che un’ associazione di consumatori, la quale «ha fini anche di tutela contro la corruzione», ha spiegato il Tribunale, entra a far parte di una causa contro uno dei ventitré consiglieri regionali finiti davanti a un giudice sugli 87 (finora) accusati di peculato nella maxi inchiesta della Procura. Il Codacons potrà formulare le proprie domande attraverso i legali Paolo Pilia e Veronica Dongiovanni. A Diana, ex capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, inquirenti e uomini della polizia giudiziaria contestano circa 850 mila euro di spese non giustificate: soldi dei gruppi politici destinati a un fine istituzionale e usati, secondo le accuse, per scopi privati. Tra questi, l’ acquisto di penne Montblanc, quadri e libri antichi, pacchi di riso, formaggio e altri prodotti da usare come regali da distribuire durante le festività natalizie. Primi testimoni il 6 febbraio. (an. m.)
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