11 Ottobre 2001

Processi lumaca? Colpa dei “laureati facili“

Processi lumaca? Colpa dei “laureati facili“


Incredibile sentenza a Torino. I giudici rifiutano un risarcimento per un processo troppo lento spiegando che la scuola forma troppo facilmente i “laureati in legge“. Bordate anche per la classe insegnanti.


TORINO – E` destinata a suscitare polemiche una sentenza della corte d`Appello di Torino che, non accogliendo il ricorso di un cittadino che chiedeva 6 milioni di risarcimento per essere rimasto vittima di un processo “lumaca“, è stato da questa condannato al pagamento di 8 milioni di spese legali.


Il Codacons ha presentato un esposto al ministero della Giustizia, al Consiglio superiore della Magistratura, al Consiglio nazionale Forense e a tutti gli ordini degli Avvocati chiedendo un provvedimento disciplinare urgente nei confronti della corte d`Appello.


A sollevare il vespaio sono state alcune delle frasi riportate nelle motivazioni della sentenza, nella quale si spiega che i processi “lumaca“ e i lunghi tempi della giustizia e del processo italiano, penale e civile “sono ascrivibili al comportamento delle parti e dei loro difensori“. Inoltre i giudici hanno affermato che “in Italia la maturità e la laurea in legge non si negano a nessuno“.
Continuando: “E la scuola si è strutturata sulla promozione facile e sull`eliminazione della selezione“. I legali si sono quindi offesi per parole dei magistrati perché ritengono che la sentenza evinca che la maturità e la laurea in legge nel nostro paese vengano date a “cani e porci“ e perché si attribuisce a loro la congestione del sistema giudiziario italiano.
Particolarmente grave, secondo gli avvocati, è il passaggio della sentenza che recita: “..la giustizia non può essere utilizzata, come lo è stato per la scuola, per eliminare la disoccupazione intellettuale dei giovani, che impreparati e non idonei per altri mestieri si rifugiano negli albi professionali per sbancare il lunario. Cioè non si può imputare a forme processuali e al garantismo voluto dal popolo italiano, una crisi della giustizia, che è voluta dalle parti, tramite precise scelte professionali“.


Offeso dalle parole dei magistrati è stato anche il corpo degli insegnati, che come recita la sentenza “è passato da 240 mila insegnanti a più di un milione e che è di livello non certo alto, e ha prodotto la decadenza della scuola e dell`Università“.


Secondo il Codacons questa sentenza sembra voler annullare la legge sui risarcimenti, nata a tutela del cittadino. Già in passato, infatti, la Corte europea di Strasburgo aveva sanzionato e ammonito l`Italia per i lunghi tempi della giustizia, alla luce dell`aumento delle richieste di risarcimento danni, secondo la legge del marzo 2001.

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