8 Gennaio 2020

Procedura contro 9 società di serie A per la vendita di biglietti

Inter, Milan, Roma, Lazio, Juventus, Cagliari, Genoa, Udinese, Atalanta: sono le nove società di serie A nel mirino dell’ Antitrust che ha avviato procedimenti istruttori per «clausole vessatorie nei contratti di acquisto di abbonamenti e biglietti per le partite». Si tratta, in particolare, di clausole che non riconoscerebbero il diritto ad ottenere il rimborso di tutto o parte dell’ abbonamento o del singolo biglietto, in caso di chiusura dello stadio, di rinvio di partita e di ottenere risarcimenti per fatto imputabile alla società. L’ attività istruttoria in corso fa seguito – si legge in una nota dell’ Antitrust – al mancato accoglimento dell’ invito rivolto dall’ Autorità alle nove società lo scorso 8 maggio 2019, tramite una comunicazione di moral suasion con la quale era stato richiesto ai club di adottare iniziative dirette a rimuovere le evidenze appena richiamate. A queste richieste hanno risposto positivamente solo il Bologna e il Parma. Il procedimento verso le nove società di serie A serviranno a valutare la vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali di contratto relative all’ acquisto dell’ abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita. L’ Antitrust verificherà cioè se queste clausole, «escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio», e quindi introducendo «un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali» siano effettivamente considerabili «vessatorie». A seguito della notizia, l’ associazione dei consumatori Codacons si è detta pronta a promuovere una class action per conto di migliaia di tifosi italiani contro le società di calcio finite nel mirino dell’ Antitrust. È una nuova grana in un momento difficile per il calcio italiano. Fra giochi di potere e alleanze variabili, con il dossier diritti tv sullo sfondo, oggi per la terza volta l’ assemblea della Lega Serie A si riunirà per eleggere il presidente. Il quorum scende da 14 voti a 11, la maggioranza semplice, e potrebbe bastare a Paolo Dal Pino, il manager delle telecomunicazioni dato di rientro in Italia dal Brasile. Il vicepresidente della Uefa, Michele Uva, ha declinato, preferendo continuare l’ esperienza all’ estero. Con Dal Pino, potrebbe restare in pista Miccichè, dimessosi dal vertice della Lega il 19 novembre dopo l’ inchiesta della Procura federale sulla sua elezione. «Sono assolutamente non disponibile a tornare », ha detto Miccichè nelle ultime ore. La situazione è fluida, le alleanze possono cambiare e un’ altra fumata nera può aumentare il rischio del commissariamento straordinario, soprattutto se qualche club dovesse disertare facendo mancare il numero legale. (r.r.) L’ Autorità vuole vederci chiaro sulle clausole legate ad abbonamenti e ingressi allo stadio: potrebbero risultare «vessatorie» per l’ assenza di garanzie in caso di chiusura degli impianti.

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