17 Maggio 2014

Privatizzazioni, il Cdm dà il via libera alla vendita del 49% di Enav e del 40% di Poste

Privatizzazioni, il Cdm dà il via libera alla vendita del 49% di Enav e del 40% di Poste

Le privatizzazioni volute dal governo Letta e confermate da quello Renzi si mettono in moto: si parte da Poste ed Enav, entrambe destinate alla quotazione in Borsa probabilmente entro l’ anno. L’ ultimo passaggio dell’ iter legislativo che autorizza la cessione delle quote di minoranza delle due realtà è stato effettuato con l’ approvazione definitiva dei due relativi Dpcm, che nelle scorse settimane avevano ricevuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti. Si tratta dei due decreti che erano stati varati dal precedente governo il 24 gennaio scorso e illustrati dall’ allora ministro dell’ Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale dalla vendita di una quota fino al 40% di Poste e fino al 49% di Enav lo Stato potrebbe incassare fino a 5,8 miliardi di euro. La valutazione delle due società (per Poste si parla di non meno di 10 miliardi), comunque, non era oggetto dei due provvedimenti varati ieri, che si limitano a descrivere la cornice nella quale verranno realizzate le due operazioni. Per Poste, di cui Fitch ha migliorato l’ outlook passandolo da negativo a stabile (in linea con quello dell’ Italia), si lavorerà per la cessione di una quota non superiore al 40%: la dismissione, che può essere realizzata anche in più fasi, si realizzerà attraverso un’ offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del gruppo, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali. Lo schema di decreto, inoltre, prevede che potranno essere previste per i dipendenti forme di incentivazione “anche differenziate”, sia da un punto di vista di tranche riservate che agendo sulla leva del prezzo, così come accaduto in passato per operazioni simili. Una misura, questa, che piace a Raffaele Bonanni, il segretario generale della Cisl, sindacato di punta nel gruppo postale. Anche per l’ Enav si apre la strada della Borsa, considerata da Palazzo Chigi “prioritaria” rispetto a quella della trattativa diretta con un partner, anche se le due opzioni potrebbero essere perseguite “congiuntamente”. L’ azienda, ha assicurato l’ amministratore unico Massimo Garbini, “è pronta a qualsiasi sfida, compresa la quotazione in Borsa”, visto che si tratta di una realtà “sana, riconosciuta a livello mondiale, con importanti margini di crescita”. Anche per l’ ente di assistenza al volo sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. Adesso che la cornice legislativa è stata messa a punto, i passaggi che rimangono prima della vera e propria quotazione sono di carattere tecnico-amministrativo: dalla valutazione delle società alla presentazione del prospetto alla Consob e alla Borsa. Quel che appare scontato, anche se il Parlamento preme per l’ utilizzo dell’ incasso anche per altre voci come la banda larga, è che gli introiti andranno ad abbattimento del debito, così come invoca il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, che invita a non “disperdere le risorse in spesa corrente”. Il Codacons, invece, si preoccupa piuttosto del servizio agli utenti sul quale, dice, il governo deve dare garanzie.

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