“Privatisti, esami a rischio“ È giallo su una circolare
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fonte:
- Il Secolo XIX
roma. Ennesima grana per la scuola italiana, a poche ore dall`insediamento delle commissioni per gli esami di maturità. A riaprire il vaso di Pandora della polemiche ieri è stato il Codacons, secondo cui “gli esami sono a rischio“ a causa di una circolare del ministero dell`Istruzione riguardante i privatisti. Decine di migliaia di maturandi, in base al provvedimento, non potranno più sostenere le prove in un istituto di loro scelta, ma dovranno recarsi presso scuole della città in cui hanno la residenza. La norma ha come chiaro obiettivo quello di porre un freno alle trasferte di migliaia di candidati verso scuole private di tutta Italia che, in alcuni casi, sono veri e propri “diplomifici“. La novità, però, non piace al Codacons: “I giovani hanno saputo solo ora, a pochi giorni dagli esami, di questo cambiamento e quindi si sono rivolti all`avvocato Carlo Rienzi (il presidente dell`associazione, ndr): è stato presentato un ricorso urgente al Consiglio di Stato, che però si pronuncerà solo il 19 giugno“. Ossia 24 ore prima dell`inizio degli esami. Il rischio, secondo il Codacons, è che “il 20 mattina, molti ragazzi ignari si presentino nella scuola scelta e, una volta respinti, non possano far altro che tornare a casa e promuovere un`azione di risarcimento danni milionaria contro il ministro dell`Istruzione Fioroni e i direttori regionali scolastici“. Una prospettiva apocalittica, visto che i privatisti dovrebbero essere poco meno di 30.000, su un totale di quasi mezzo milione di candicati. Rienzi chiede quindi al ministero “di ammettere i giovani con riserva nelle scuole dove sono iscritti da mesi, decisione che non causerebbe danni, anche perché quest`anno nelle commissioni 4 membri su 7 saranno esterni, e quindi potranno decidere con la necessaria obiettività“. Poche ore dopo il ministero di viale Trastevere ha risposto con un comunicato tanto rassicurante quanto vago, in cui si sostiene che “gli esami non sono a rischio“ e che si sta operando d`intesa con gli uffici scolastici regionali “perché vengano tutelati i diritti di tutti gli studenti a sostenere gli esami di Stato, compresi i privatisti“. Molti dei quali preferiscono sostenere gli esami nelle scuole private: i dati relativi al 2004 sono illuminanti. Tre anni fa, ben 19.540 privatisti hanno scelto le scuole paritarie, a fronte dei 350 che avevano optato per istituti privati nel 2001. Un cambio di rotta dovuto alla maggiore severità delle scuole pubbliche, testimoniata dai numeri. Nel 2004, i privatisti bocciati negli istituti statali sono stati 35 su 100, a fronte del 9% nelle scuole private. Una differenza che ha spinto (e spinge) molte persone ad iscriversi in istituti paritari, talvolta molto lontani dalla propria città di residenza, in cerca di esaminatori più docili. Esemplare il caso di una scuola privata in provincia di Roma, dove due anni fa i privatisti erano 925 a fronte di soli 37 candidati interni. “Ma la ricerca di “diplomifici“ ora è meno affannosa“, spiega il segretario dello Snals (Sindacato autonomo lavoratori scuola) Marco Paolo Nigi. Questo perché“ormai la scuola pubblica non è più così severa come un tempo: agli esami di maturità vengono promossi quasi tutti, e questo non credo sia un bene“. Un parere condiviso da Fioroni, che ha cambiato le prove proprio per renderle più difficili. Ma Nigi è scettico (“C`è poca selezione“), proprio come è perplesso sulla protesta del Codacons: “Noi ufficialmente non ci siamo espressi né a favore né contro, ma la circolare del ministero ha un suo senso, è condivisibile e non è uscita oggi (ieri, ndr). Il problema dei “diplomifici“ rimane, e francamente la reazione del Codacons mi sembra tardiva e poco chiara. Mi dispiace per quei ragazzi che ancora non hanno ben chiaro dove dovranno sostenere l`esame, ma le questioni rilevanti sono ben altre“.
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