8 Luglio 2006

“Privacy, più vigilanza“

Anche i giornalisti nel mirino del primo rapporto annuale

“Privacy, più vigilanza“

Monito del Garante su intercettazioni e banche dati



Roma. Pochi poteri, sanzioni insufficienti, carenze d`organico: sono queste le condizioni in cui l` Autorità garante della privacy è costretta a lavorare. La denuncia è arrivata da Francesco Pizzetti, presidente dell`Autorità, che ieri ha presentato il primo rapporto annuale sulla protezione dei dati personali nella Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio, alla presenza fra gli altri del capo dello Stato Giorgio Napolitano e del presidente della Camera Fausto Bertinotti. Pizzetti ha lanciato l`allarme: “Sono insufficienti le misure adeguate a protezione“ dei dati di traffico telefonico relativi al più importante gestore italiano, verso il quale ha annunciato di aver “adottato un provvedimento dettagliato da attuare in 120 giorni“. Traffico telefonico, ma non solo, perché Pizzetti ha richiamato l`attenzione anche sulle banche dati dei servizi di sicurezza e su quelle che contengono campioni biometrici e del Dna. Il monito, per tutti, è “maggiore vigilanza“. Quanto alla vicenda delle intercettazioni telefoniche nello scandalo del calcio, Pizzetti ha ammonito i giornalisti: “non è mai lecito ledere la dignità delle persone per mero gossip, utile ad aumentare le vendite e a solleticare forme di voyeurismo“. Pizzetti poi ha assicurato che “nessuno, meno che mai il Garante, chiede censure preventive o bavagli all`informazione“. Prendendo spunto dal caso che ha coinvolto i giornalisti del quotidiano Repubblica in relazione alla vicenda Abu Omar, il garante ha sottolineato che “le intercettazioni illegittime, in quanto tali, sono un reato e quindi deve intervenire la magistratura, il giudice penale. Ma è anche certo che c`è anche il furto del dato e questo è anche competenza nostra“. Al Parlamento, la richiesta di Pizzetti è chiara: “È necessario attribuire all`Autorità il potere di irrogare sanzioni pecuniarie di carattere amministrativo in misura maggiore e in un numero di casi più ampio di quello permesso oggi dal codice“. Si è intensificata l`attività di accertamento e controllo dell`Autorità negli ultimi mesi: contro le 200 ispezioni effettuate nel 2005, 145 sono state compiute nel primo semestre 2006. Bertinotti ha dichiarato di “condividere la sollecitazione“ del garante. E dall`opposizione Chiara Moroni, Forza Italia, ha auspicato che si trovino “sedi e forme idonee per intensificare la collaborazione ed il dialogo fra il Parlamento e l`Autorità garante“. Il Codacons ha insistito: sono necessarie sanzioni più pesanti e tutele per i cittadini sul fronte delle banche dati nel settore creditizio. Sulla vicenda di spionaggio indebito nei confronti di alcuni giornalisti è intervenuto Franco Siddi, presidente della Fnsi, Federazione nazionale della stampa italiana, il sindacato dei giornalisti: “È ora che il garante se ne occupi“. Anche il mondo politico chiede che si intervenga subito. Per Vincenzo Vita, Ds-Ulivo, “la vicenda è di una gravità inaudita“. “Il garante per la privacy faccia sentire la sua voce non solo sui giornalisti spioni, ma anche sui giornalisti spiati“, ha chiesto Giuseppe Giulietti, Ulivo-Ds. Il grave aspetto emerso dal caso Abu Omar, ha osservato Marco Lion, verdi, “è che ci sono apparati deviati dello Stato che controllano la stampa“. Quello delle intercettazioni illegittime “è un aspetto che affronteremo“ ha assicurato Mauro Paissan, membro del collegio dell`Autorità.

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