13 Marzo 2003

Primo via libera ieri al decreto legge sulla Rc auto

ROMA. Primo via libera ieri al decreto legge sulla Rc auto che supera l`esame della Camera. Dopo due giorni di discussione, il provvedimento torna alla sua contestata versione, rimandando la soluzione della vertenza al tavolo convocato al ministero delle Attività produttive il prossimo 20 marzo.
L`aula di Montecitorio ha votato ieri il provvedimento bocciando l`emendamento fondamentale proposto per restringere ai soli ricorsi di massa l`applicazione del decreto. La Camera ha cioè cancellato l`aggiunta introdotta dal relatore Luigi Vitali che rimandava al giudizio secondo diritto esclusivamente le situazioni collettive che riguardano contratti di massa, lasciando al giudizio secondo equità i casi soggettivi.
Il decreto, bocciato da tutte le associazioni dei consumatori che lo hanno ribattezzato immediatamente «salva compagnie», rimane dunque immutato. Una soluzione caldeggiata solo dall`Ania, che la considera un passaggio obbligato per arrivare ad un compromesso.
Prima di accettare l`accordo (si parla, tra l`altro, di congelamento delle tariffe, di sconti ai neopatentati e di polizze familiari), l`associazione delle compagnie assicurative ritiene infatti fondamentale che la questione dei rimborsi sia risolta come prescrive il decreto. L`unico giudizio valido è insomma quello secondo diritto, appellabile nei tre gradi di giudizio. Sugli altri punti in esame, l`Ania si dice invece disponibile alla trattativa, e quindi pronta a partecipare al tavolo convocato dal ministero.
Al tavolo siederanno anche le associazioni dell`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), la sigla più agguerrita sul fronte Rc auto, che ribadisce però con forza il no deciso al decreto. I consumatori non si riterranno infatti soddisfatti e non firmeranno «accordi capestro», fanno sapere, finchè non sarà risolta definitivamente la questione dei risarcimenti.
Giuliano Pisapia, indipendente del gruppo del Prc alla Camera, considera il decreto legge sulle assicurazioni una «truffa legislativa» ai danni dei cittadini. Nel decreto sul giudizio secondo equità, afferma Pisapia, ci sono infatti gli stessi elementi che ricorrono nel reato di truffa, ossia «l`artificio giuridico» che consiste nelle «modifiche processuali fatte `ad hoc`», il «raggiro» ai danni dei consumatori, e infine «l`ingiusto profitto» che viene garantito alle compagnie di assicurazione, «le reali beneficiarie – accusa Pisapia – di un provvedimento scandaloso, che modifica le regole in corso d`opera e limita un diritto inalienabile di oltre 18 milioni di cittadini».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this