7 Agosto 2012

Primo semestre 2012: Pil -1,6% L’ allarme dei consumatori

Primo semestre 2012: Pil -1,6% L’ allarme dei consumatori

Nei primi sei mesi del 2012 il Prodotto interno lordo è diminuito, rispetto al secondo semestre del 2011, dell’ 1,6%. Lo calcola l’ Istat mettendo insieme i dati di primo e secondo trimestre 2012. E il Codacons chiede un decreto salva-famiglie.

Roma. Il calo del Pil nei primi sei mesi dell’ anno dell’ 1,6% rispetto al secondo semestre dello scorso anno, come rilevato dall’ Istat, indicherebbe che “tutte le previsioni sul Pil rese note ad oggi, per quanto drammatiche, erano persino ottimistiche”. Lo afferma il Codacons in una nota. “È evidente che quanto fatto finora dal Governo per aiutare le imprese – sottolinea l’ associazione di consumatori – non è servito a nulla. Dare incentivi per assumere serve a poco, insomma, dal momento che le imprese stanno semmai licenziando. Fino a che il ceto medio è strangolato dalle manovre e dalle tasse, i consumi continueranno a scendere e, conseguentemente, la produzione ed il Pil crolleranno”. Per questo il Codacons invita Monti a “concentrare le poche risorse disponibili in un Dl salva famiglie che aiuti il ceto medio a salvaguardare la sua capacità di acquisto, spostando la tassazione verso chi se lo può permettere, ad esempio ripristinando il contributo di solidarietà immaginato da Tremonti nella manovra di agosto 2011: 5% per chi dichiara più di 90.000 euro e 10% sopra i 150.000 euro”. “Si consolida il ciclo recessivo con la quarta variazione congiunturale negativa consecutiva a partire dal terzo trimestre del 2011. L’ attuale dinamica del Pil riflette, dunque, una fase di forte compressione della domanda interna, come segnalato dall’ andamento negativo dell’ Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc). A questa situazione si aggiunge la sensibile contrazione della produzione industriale, che accusa una riduzione di oltre sei punti percentuali nel primo semestre di quest’ anno rispetto all’ analogo periodo del 2011”. Questo il commento dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ai dati diffusi oggi dall’ Istat.
 
 
 

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