30 Aprile 2011

Primo maggio, cortei e proteste “Boicottiamo i negozi aperti”

Scontro Comune-sindacato sul Primo maggio. Materia del contendere: l’ apertura dei negozi. La risposta all’ ordinanza che permette di alzare le saracinesche nel giorno della festa è arrivata ieri pomeriggio: le categorie del commercio di Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato lo sciopero. «Vista la forzatura mi stupirebbe ritrovarmi l’ assessore Terzi nel corteo del Primo maggio» , ha commentato il segretario generale della Cgil di Milano, Onorio Rosati. Pronta la risposta dell’ assessore: «Sarò come al solito in piazza a rappresentare il Comune e tutti i cittadini di Milano. Compresi i lavoratori – artigiani e commercianti – che vogliono tenere aperto. Frasi come quella di Rosati mi ispirano terrore: testimoniano una mancanza di spirito democratico» . Super aperti Ovviamente Terzi mette in conto i fischi «che sono un’ espressione di libertà- dice l’ assessore -. E comunque me li ero presi anche l’ anno scorso» . Certo è che la grande distribuzione a Milano è determinata ad approfittare della nuova opportunità. Da una parziale ricognizione risulta che saranno aperti la Rinascente, 15 punti vendita Billa (gruppo Rewe), 14 Pam, 22 Sma, 11 Unes, 13 Salmoiraghi Viganò, 12 Esselunga, il Finiper del Portello, gli store Zara, 9 negozi con i marchi gestiti dal gruppo Miroglio, tre Oviesse, due Coin, 22 market Carrefour. «Le aperture domenicali devono essere rese libere: la domenica nella distribuzione è il secondo giorno di fatturato- motiva il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli -. Tutto ciò fermo restando il rispetto dei diritti dei lavoratori, in particolare al riposo, che può essere programmato anche la domenica» . Meno entusiasti i piccoli negozi a gestione familiare che devono far ruotare su turni un numero di dipendenti ridotto all’ osso. Terranno comunque aperto i punti vendita del centro (corso Vittorio Emanuele, Galleria) e delle grandi arterie commerciali come corso Buenos Aires e via Torino. Sciopero unitario Dal canto loro i sindacati rivendicano l’ unità. «Nonostante le speculazioni di alcuni, noi della Cisl non abbiamo mai avuto dubbi sulla necessità di opporci all’ apertura del Primo maggio» , rivendica Luigino Pezzuolo, segretario generale della Fisascat Cisl. Ma cosa ne pensano le associazioni del consumatori? Le posizioni sono variegate. Francesca Arnaboldi, presidente regionale Confconsumatori: «Noi siamo per la massima liberalizzazione. Per dire, si apra pure tutte le domeniche, tocca al sindacato poi contrattare turni accettabili. Ma nel caso del Primo maggio siamo per la chiusura dei negozi. Si tratta di una festa a cui sono legati valori fondanti del nostro Paese. E come tali andrebbero tutelati» . Maxischermo in Duomo Per Angela Alberti, segretario generale di Adiconsum Lombardia, organizzazione dei Consumatori vicina alla Cisl «la contrapposizione tra lavoratori e consumatori non ha senso, siamo prima di tutto persone. Ed è giusto che ci siano momenti dedicati al riposo e alla famiglia» . Per Marco Donzelli, presidente del Codacons «sul Primo maggio è in atto uno scontro ideologico danno dei consumatori. Da anni chiediamo che i negozi possano restare aperti 24 ore su 24 e per 365 giorni all’ anno. La Regione apra un tavolo di confronto e vedremo chi è veramente per la liberalizzazione del commercio» . Oltre a far la spesa, domani milanesi potranno prendere mezzi pubblici (ma solo fino alle 19.30). E seguire dal maxischermo in piazza del Duomo la diretta della messa di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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