2 Marzo 2006

Primo ingente risarcimento di denaro a favore di uno dei truffati

Primo ingente risarcimento di denaro a favore di uno dei truffati dalla dipendente dell`agenzia di Naro del Monte dei paschi di Siena. L`istituto toscano ha infatti liquidato a uno dei clienti della banca la somma di 200.000 euro, comprensive del capitale sottratto illecitamente e degli interessi di mercato, dopo circa 4 mesi da quando a Naro è scoppiato il caso. Il cliente della banca ha affidato la sua difesa all`avvocato Calogero Meli di Canicattì, e non si è associato alla decisione degli altri truffati che si sono rivolti al Codacons di Agrigento per tutelare i propri interessi. E` stata infatti la scelta di accettare il riconoscimento dei tassi di interesse di mercato, che la banca ha riconosciuto al cliente, ad accelerare l`iter del risarcimento. Cosa che invece non accettano gli altri truffati che pretendono il risarcimento della somma così come stabilito dal contratto che l`ex dipendente dell`agenzia di Naro della banca Monte dei paschi di Siena, Nicoletta Piranio, ha sottoscritto in virtù di un mandato che l`istituto di credito le aveva affidato. Intanto proseguono le indagini della guardia di finanza che sta cercando di far luce sull`episodio. Al termine degli interrogatori con i clienti che sono stati truffati i militari delle fiamme gialle hanno ipotizzato il reato di truffa aggravata, furto ed appropriazione indebita da contestare, in sede penale, all`ex dipendente della banca. La Guardia di Finanza ha ricostruito i passaggi: ad esempio in che maniera i risparmiatori affidavano i loro soldi alla dipendente del Monte dei Paschi e soprattutto se le perdite delle somme denunciate sono effettivamente quelle che alla fine, prima di auto denunciarsi alla Procura della Repubblica di Palermo, la donna ha caricato su dei libretti intestati ai clienti dismettendo di fatto le obbligazioni che gli stessi avevano ipoteticamente sottoscritto. Un sistema che andava avanti almeno da cinque – sei anni. I tassi di interesse che venivano assicurati dalla dipendente che esercitava per nome e per conto della banca oscillavano tra il 6 ed il 10%. Una occasione ghiotta per tentare di guadagnare qualche cosa tenendo quei soldi spesso i risparmi ed i sacrifici di una vita investiti in obbligazioni e titoli di stato. Ma soltanto a distanza di anni i risparmiatori, in tutto una cinquantina, hanno capito la truffa.

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