13 Settembre 2016

Primo giorno in classe travestiti da scimmiette “Prof e aule a rischio i nostri diritti negati “

Primo giorno in classe travestiti da scimmiette “Prof e aule a rischio i nostri diritti negati ”

SILVIA DIPINTO A Foggia le operazioni per le assegnazioni provvisorie non sono neppure cominciate. A Lecce sono state pubblicate solo le graduatorie per l’ infanzia. Bari aspetta gli elenchi di primo e secondo grado, mentre la provincia più attiva sembra essere Taranto, in cui però le scuole medie dovranno aspettare fine settembre per andare a regime. «In sintesi si può dire che c’ è grande allarme sul sostegno, visto che nessuno ha completato le deroghe e quindi ci sono posti scoperti», spiega Roberto Calienno, segretario della Cisl scuola. Più di tremila insegnanti di sostegno, che mancano all’ appello quando suona la prima campanella. Per denunciare l’ inizio del nuovo anno coi vecchi problemi, gli studenti dell’ Uds si sono anche messi la maschera da scimmie. «Abbiamo volantinato prima di entrare in classe – racconta il coordinatore cittadino Davide Lavermicocca – per dimostrare come l’ evoluzione dei diritti degli studenti si sia fermata a una fase scimmiesca». E mentre il Codacons annuncia il ricorso collettivo dei professori bocciati al concorsone, i ‘nastrini rossi’ scrivono una nuova lettera per elencare tutti i disagi di un inizio anno nelle regioni del Nord. Che la scuola sarebbe cominciata tra le proteste, era chiaro a tutti già dalla vigilia, dopo un’ estate caldissima di sit-in e manifestazioni. A ricordarlo all’ opinione pubblica ci hanno subito pensato i ragazzi dell’ Unione degli studenti, che ancor prima di entrare in aula hanno esposto striscioni e distribuito volantini con i volti coperti dalle maschere da scimmie. Dal Fermi al Perotti, dall’ Euclide al Caracciolo, dal Panetti al Bianchi Dottula, dallo Scacchi al Socrate, davanti ai cancelli è finito il messaggio ai nuovi e vecchi iscritti. “Benvenuti nella loro Buona Scuola, tra soffitti crollati e diritti negati”, il saluto del liceo scientifico Scacchi, che ha accolto gli alunni con quattro aule chiuse per inagibilità e i banchi trasferiti nell’ aula magna e in palestra. Non è andata meglio al Socrate, dove l’ aula magna è ancora chiusa in attesa che si concludano i lavori dopo il crollo del soffitto dello scorso maggio. All’ ingresso il volantinaggio con le maschere da scimmia, per aderire alla campagna nazionale Uds “Stiamo diritti – Students'( r)Evolution”. «Non vogliamo più essere relegati alla nostra condizione ‘scimmiesca’, vogliamo evolverci e pretendiamo più diritti per tutti gli studenti e le studentesse», spiega Davide Lavermicocca. Ed è questo il primo passaggio verso la mobilitazione del 7 ottobre: tra meno di un mese è infatti fissato il corteo di studenti a Bari. Non sono mancate le tensioni a Foggia, dove a un gruppo di attivisti sarebbe stato impedito il volantinaggio da parte di coetanei «fascisti», denuncia l’ Uds. E l’ anno scolastico si apre anche tra le proteste degli insegnanti. Intanto i ‘nastrini rossi’, i neoassunti con la Buona scuola, trasferiti fuori regione che aspettano le oltre 3mila assegnazioni provvisorie per rientrare in Puglia. «Il disagio è come sempre un concatenarsi di problemi, a scuola iniziata, con le famiglie dei ragazzi disabili che aspettano il docente di sostegno che li guiderà per tutto l’ anno», scrivono in una nota i prof pugliesi trasferiti, che aspettano a giorni di rientrare. Il moto di rabbia non risparmia i precari delle graduatorie a esaurimento (i ‘nastrini bianchi’), da 4mila a 6mila insegnanti che denunciano lo scippo delle cattedre da parte dei colleghi neoassunti. Infine ci sono i beffati del concorsone, che hanno trovato meno cattedre disponibili di quante ne erano state annunciate prima della selezione per l’ assunzione. Un numero su tutti: su 979 posti banditi per la primaria, zero sono state le cattedre effettivamente disponibili per l’ anno scolastico 2016/2017. E mentre urlano professori e studenti, il Codacons annuncia in Puglia un ricorso collettivo contro il Miur da intraprendere al Tar del Lazio, in favore di tutti i docenti residenti in regione che non sono stati ammessi alle prove orali del concorsone. L’ iniziativa – si legge in una nota – è diretta a «contestare l’ articolazione delle prove concorsuali, i criteri stabiliti per la loro elaborazione e valutazione, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Il Codacons annuncia un ricorso collettivo dei docenti non ammessi alle prove orali del concorsone MASCHERATI Gli studenti dell’ Uds si sono presentati a scuola con le maschere da scimmiette: “L’ evoluzione dei nostri diritti a livello scimmiesco”
silvia dipinto

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