Primo giorno di saldi: negozi semi deserti in centro e periferia
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fonte:
- Il Messaggero
IL BILANCIO Annoiati e poco entusiasti. I romani nella prima giornata di svendite estive non hanno confermato quelle previsioni iniziali che, pochi giorni fa, paventavano una ripresa. Quel +4%, rispetto ai saldi estivi dello scorso anno, non si è palesato, nonostante i ribassi sui prezzi di cartellino siano partiti già con un -40%. Sarà che la giornata estiva ha invogliato più la fuga verso il mare che le ronde in città a caccia di affari. Le località del litorale sono state prese d’ assalto e a beneficiarne, sul versante commerciale, sono stati gli outlet alle porte di Roma. Da Castel Romano a Valmontone, la ressa c’ era, la gente ha acquistato, facendo comunque attenzione al portafogli, ma spendendo in media tra i cinquanta e i settanta euro. Diverso scenario, invece, nel centro della Capitale, ma soprattutto in periferia. LE ZONE Timide code nelle vie dello shopping e solo di fronte ai grandi brand che, crisi o non crisi, contano sempre su una clientela di acquirenti fidelizzata e in larga parte composta di turisti. «È stato un normale sabato come tanti altri, il caldo e le limitazioni alla circolazione hanno fatto il resto», analizza Gianni Battistoni. Qualcuno, a dire la verità, a passeggio c’ era e chi è entrato nei negozi, da via Frattina a campo Marzio, qualcosa l’ ha acquistato, con un’ attenzione particolare alle grandi catene low-cost. «Per lo più scarpe estive da donna e abiti di stagione con prezzi non superiori ai 30/40 euro», aggiunge il presidente della Federmoda Roma, Massimiliano De Toma. «Le vendite sull’ abbigliamento sportivo e maschile – prosegue – invece sono rimaste stagnanti». In periferia, al netto dei centri commerciali che hanno confermato il solito pienone dei weekend, gli affari non sono decollati. A detta del Codacons, l’ apertura dei saldi ha fatto registrare a Roma, come nel resto del Paese, una contrazione sulle vendite compresa tra il -5 e il -10%. LA SPESA Mentre le previsioni di spesa delle famiglie non sono state affatto soddisfatte. «Non si è raggiunta neanche la soglia dei 180 euro – afferma il presidente della Confesercenti, Valter Giammaria – e l’ apertura della stagione al sabato non ha aiutato, per questo chiederemo di inserire nel nuovo Testo unico sul commercio il cambio di giorno per l’ inizio dei saldi estivi». A influire negativamente, poi, i cosiddetti pre-saldi. «Le vendite al ribasso iniziate già da settimane e l’ assenza dei controlli, non hanno fatto altro se non influire negativamente sulle vendite», sentenzia la presidente della Cna Commercio, Giovanna Marchese Bellaroto. D’ altro canto anche chi confidava – tra le associazioni – nel tanto osannato bonus di ottanta euro, licenziato in busta paga dal governo Renzi, dovrà rimandare i festeggiamenti: quell’ impennata sugli acquisti è ancora lontana. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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