17 Marzo 2012

Primo alt alla class action

Primo alt alla class action 

Giovanni Negri MILANO Arriva la prima pronuncia nel merito su una class action. E si tratta di una bocciatura. La decisione è arrivata dall’ ottava sezione civile del tribunale di Milano (relatore il presidente Vincenzo Perozziello) e ha visto respingere la domanda di risarcimento presentata nei confronti di Voden medical instruments spa. Nel mirino dei proponenti, una donna attraverso la mandataria Codacons, c’ era la pratica commerciale scorretta di cui si sarebbe “macchiata” la società farmaceutica nel produrre e pubblicizzare i test fai da te contro l’ influenza A. La richiesta puntava a ottenere un risarcimento dalla multinazionale «per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette consistenti in una pubblicità del prodotto con enfatizzazione di qualità e caratteristiche che invece il prodotto non possedeva», sfruttando anche il momento di forte preoccupazione dell’ opinione pubblica. Al pettine del giudizio di merito però sono arrivate le contestazioni che la difesa Voden (sostenuta dall’ avvocato Pier Filippo Giuggioli) aveva già fatto valere in sede di valutazione di ammissibilità e che erano state allora solo accantonate. In particolare la qualificazione di consumatore della persona che aveva agito in giudizio (si trattava di una professionista che intratteneva rapporti di lavoro con il Codacons) e di dinamica di avvio del procedimento giudiziario (acquisto del prodotto in farmacia, rientro nella propria abitazione, consultazione del sito internet della Voden, successiva consultazione degli uffici Codacons, acquisizione di maggiori informazioni, decisione di intraprendere l’ azione legale e conseguente rilascio di procura notarile) nelle poche ore precedenti l’ entrata in vigore della class action. Era infatti il 30 dicembre 2009 e l’ ultima versione del decreto Milleproroghe su cui allora si pensava sarebbe stata disposta un’ ulteriore proroga del debutto dell’ azione collettiva in realtà non prevedeva nulla, confermando quindi il debutto al 1° gennaio 2010. Sospetto di azione strumentale quindi, avanzato dalla difesa, e di acquisto non finalizzato al consumo, cui però i giudici hanno dato seguito soprattutto sottolineando come l’ avere sostenuto l’ esistenza di una pratica commerciale scorretta configura la responsabilità addossata alla società come di natura extracontrattuale, con la conseguente disciplina degli oneri di prova a carico dell’ attore. Una prova che avrebbe dovuto riguardare l’ inganno in cui il consumatore sarebbe caduto a causa della pubblicità ingannevole «dunque quale anello essenziale del nesso di causalità tra l’ asserita illiceità del documento pubblicitario utilizzato da Voden ed il danno subito in proprio in conseguenza dell’ invocato acquisto del prodotto de quo “secondo la sua naturale finalità”, sull’ implicito ma necessario presupposto che la libera formazione della volontà di acquistare il prodotto in parola sarebbe stata indebitamente coartata attraverso la condotta illecita». Peccato però che chi aveva proposta la class action, pur contestata dalle difese Voden e in presenza di un’ ordinanza di ammissibilità che riconosceva la pertinenza di queste ultime, non ha messo sul tavolo alcun elemento di prova. Anzi, neppure sono state presentate opposizioni alla ricostruzione dei fatti proposta dalle difese. Quanto all’ unica persona che si era inserita nel procedimento in seguito all’ ammissibilità dell’ azione, questa non è stata neanche in grado di precisare la data in cui l’ acquisto del test antinfluenzale era stato effettuato. Data che, invece, ha un valore cruciale. Di conseguenza la sentenza ha deciso, oltre a respingere la richiesta di risarcimento, di condannare chi aveva agito in giudizio (non l’ intervenuto però) per lite temeraria. © RIPRODUZIONE RISERVATA Le tappe della vicenda 01 | L’ AMMISSIBILITÀ A fine dicembre 2010 il tribunale di Milano emetteva la prima ordinanza di ammissibilità di una class action: si trattava dell’ azione collettiva avviata dal Codacons contro la Voden medical instruments spa, ideatrice e distributrice del test «Ego test Flù», sulla rilevazione della presenza dell’ influenza A e B, compresa quella suina e aviaria. La pronuncia chiamava in causa la società per l’ utilizzo di una delle fattispecie previste a tutela dei consumatori per pratiche commerciali scorrette 02 | L’ APPELLO Nel maggio 2011 la Corte d’ appello di Milano confermava il giudizio di ammissibilità ritenendo che esistessero le ragioni per considerare non manifestamente infondate le richieste di risarcimento 03 | IL VERDETTO Con sentenza del 13 marzo l’ ottava sezione civile del tribunale milanese ha respinto le domande avanzate da una donna tramite la mandataria Codacons, sottolineando che la natura della responsabilità (extracontrattuale) che si intendeva fare valere, richiedeva che la parte che ha proposto l’ azione doveva provare in maniera stringente l’ inganno subito per la pratica commerciale scorretta.

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