14 Dicembre 2007

Primi tir di prodotti freschi, ma molto salati

Primi tir di prodotti freschi, ma molto salati
Frutta e verdura, finalmente arrivate dalla Sicilia, hanno subito rincari “molto elevati“



Taniche di benzina vendute a due euro al litro. Zucchine pagate al dettaglio sino a sei euro al chilo e confezioni di latte passate da 1,40 a 2 euro. Con i tir nuovamente su strada pronti a rifornire gli ingrossi, tanto che il Centro agroalimentare di Guidonia straordinariamente sarà aperto anche il sabato, per la tasche dei romani è l`ora dei conti. Così oltre alle lunghe code ai distributori appena riforniti e già esauriti, nei prossimi giorni davanti agli scaffali dei supermercati occorrono i classici quattro occhi. Due per il prezzo, due per la scadenza dei prodotti. Ma se per i portafogli dei cittadini il Codacons denuncia “aumenti dei prezzi sino al 30 per cento e un esborso pari a venti euro a famiglia“, ai 26 “padroncini“ ribelli denunciati per interruzione di pubblico servizio dalla Procura di Roma poteva andare anche peggio. Lo sblocco ha infatti salvato i loro tir da un imminente sequestro preventivo. Il blitz della polizia sarebbe dovuto scattare all`alba di ieri. L`obiettivo, si legge nel documento della Procura, era liberare il casello di Roma sud dalla sosta selvaggia che aveva determinato “condizioni tali da precludere o rallentare in modo grave il passaggio di autoveicoli destinati a servizi pubblici o di pubblica necessità“. I tir sono andati via prima e dopo la fine del blocco restano solo le tracce di un lungo bivacco. Intanto al Centro Agroalimentare Roma di Guidonia, ieri, sono arrivati i primi sette tir dalla Sicilia con “aumenti elevati“. Poca roba per un centro che ogni anno smista ai 140 mercati rionali della capitale ben 8 milioni di quintali di ortofrutta e 400mila quintali di pesce. E il cui 40 per cento della merce arriva proprio dal territorio siciliano: frutta e verdura fino a due giorni fa irreperibili al punto da far schizzare i prezzi. Che, secondo Massimo Pallottini, amministratore delegato di Cargest, “non risentivano di speculazioni, bensì di fisiologici meccanismi commerciali come la sostituzione di prodotti del sud con varietà laziali rincarate da una maggiore richiesta“. Così se all`ingrosso “l`insalata romana passa da 1,3 a 1,8 euro al chilo, la zucchina da 1,2 sino a 2 euro al chilo e le clementine hanno avuto rincari superiori al 30 per cento“, difficile non ipotizzare aumenti anche al dettaglio dove c`è già un altro problema: la merce rimasta a lungo nei depositi e ora a rischio scadenza. “Non ci fidiamo e controlliamo più del previsto“, spiega Vincenzo Terrasi dell`Ipercoop di via Casilina, mentre Gianluca Minnocci dello Sma di via Cassia conferma di aver “ricevuto merce che scadeva due giorni dopo e poiché non possiamo metterla in vendita l`abbiamo resa al fornitore“. E i prezzi al pubblico? Tutti rispondono: “Nulla è cambiato“. Almeno per ora. QUATTRO OCCHI saranno necessari per controllare prezzi e scadenza dei prodotti, c`è infatti anche il problema della merce rimasta in attesa e ora in arrivo sul mercato.

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