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19 Ottobre 2005

Prime limitazioni alla caccia

ROMA – Stop all`uso di esche vive nella caccia. Annunciata come emendamento al decreto, il ministro Storace ha invece deciso di anticipare i tempi: ha firmato l`ordinanza che entrerà in vigore subito. La misura è stata confermata ieri sera dallo stesso responsabile del dicastero alla Salute al termine dell`incontro con la delegazione delle Regioni, presenti gli assessori alla Sanità. Una decisione maturata durante il summit, nel pomeriggio, con rappresentanti delle associazioni ambientaliste, quelle venatorie e ai tecnici della direzione veterinaria del ministero. Rinviata al confronto con l`Unione europea, in programma a Londra domani e dopodomani, la decisione di un eventuale blocco parziale o totale dell`attività venatoria. “Proprio ieri il commissario alla Sanità Marcos Kyprianou ha affermato di non ritenere necessario il blocco – ha commentato Storace – ed è questo un parere autorevole considerando che arriva da un rappresentante europeo, ma anche da un greco che si trova con una situazione difficile in casa“. Ma intanto dagli assessori all`Agricoltura di sei regioni, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia, parte un appello per lo stop alla caccia ai migratori. Spiegano che “è nostro dovere individuare misure prudenziali per evitare la diffusione della malattia prima sugli animali e poi sull`uomo“. In attesa delle decisioni della Ue, l`Istituto nazionale della fauna selvatica suggerisce comunque al governo “una moratoria alla caccia agli uccelli acquatici, quale atto di precauzione e responsabilità“. Il Codacons, invece, chiede che tutti i piccioni vengano allontanati dalle città, per “evitare contagi“. Di farmaci antivirali, vaccini e misure da prendere in caso di pandemia, si è discusso ieri sera nell`incontro tra il ministro Storace ed i rappresentanti delle Regioni. “Ora che ci sono le risorse bisogna agire con prudenza scientifica e con procedure rigorose sui criteri d`acquisto – ha dichiarato il ministro – sarà il Centro di controllo delle malattie del ministero, assieme all`Agenzia italiana del farmaco ad indirizzare le spese per gli antivirali. Accettiamo le proposte delle Regioni sulle modifiche da apportare al decreto che sarà esaminato oggi al Senato“. Quali sono le proposte? “Chiediamo in primo luogo che sia pienamente riconosciuto al Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie il ruolo di gestione delle eventuali emergenze – risponde Enrico Rossi, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità – riteniamo poi opportuno che prima di procedere all`acquisto massiccio di farmaci antivirali, la cui utilità è ancora discussa, ci siano serie conferme a livello scientifico tali da giustificare impegni di spesa così rilevanti“.

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