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28 Novembre 2017

Primario sospeso, esposto in Procura Il Codacons: «Bisogna fare chiarezza»

 

Esposto alla procura della Repubblica di Lecco da parte del Codacons per fare piena luce sui motivi della sospensione di due mesi del primario di ostetricia e ginecologia del Mandic Gregorio Del Boca. L’ associazione consumatori chiede alla procura che «venga fatta luca sulla questione» dal momento che il primario «effettuava interventi chirurgici al di fuori dal normale orario di attività nelle camere operatorie». Per poterlo fare, precisa il Codacons, il medico «classificava e certificava come urgenti alcuni casi clinici che invece non lo sarebbero stati». La procedura anomala Una situazione che hanno portato a galla «proprio alcuni operatori sanitari stanchi di venire richiamati in servizio fuori dal normale orario di lavoro» e di cui «i vertici della sanità lecchese erano al corrente» ma che «tuttavia non hanno avviato un procedimento disciplinare». Il tutto sarebbe stato messo in moto da una segnalazione del settembre 2016. A innescare il caso, un whistleblower (una “talpa”) interno al presidio meratese, che avrebbe segnalato quello che accadeva in sala operatoria. La procedura non regolamentare era stata segnalata più volte anche da parte di medici che lavorano nel reparto del pronto soccorso. Il segreto di Pulcinella Di questa abitudine, che a qualcuno dava parecchio fastidio, si era discusso anche sui tavoli sindacali così come in numerose riunioni tra i primari del Mandic. Un segreto di Pulcinella, insomma, che tutti conoscevano ma che nessuno ha fermato. Fino a quando la segnalazione del whistleblower è arrivata alla direzione dell’ Asst di Lecco. Da quel momento, la questione ha imboccato due strade. Una nota è stata inoltrata d’ ufficio alla procura della Repubblica, che dovrà accertare eventuali rilevanze penali. Un’ altra, invece, tutta interna, è stata inviata all’ ufficio procedimenti disciplinari. Alla prima si aggiunge ora l’ esposto del Codacons. Tra la prima segnalazione e l’ avvio del procedimento è passato molto tempo. Si parla di mesi. È probabile che i 120 giorni entro i quali il procedimento disciplinare avrebbe dovuto concludersi sono stati oltrepassati. Un particolare, quest’ ultimo, che potrebbe forse trasformarsi in un appiglio per i legali ai quali entrambi i medici, ciascuno per proprio conto, si sono rivolti con l’ obiettivo di annullare la sospensione. Gregorio Del Boca potrebbe chiedere la procedura urgente, in modo da congelare il provvedimento, che farà scattare la sospensione dall’ 11 dicembre. In questo modo, il giudice del lavoro avrà tutto il tempo necessario per analizzare il caso ed esprimersi. Non è invece chiaro come agirà il direttore sanitario Gedeone Baraldo, la cui sospensione scatterà dal 16 dicembre, e che durerà 15 giorni. Nel frattempo, il clima all’ interno del reparto al quarto piano del padiglione C del San Leopoldo Mandic di Merate non è dei migliori. Se Del Boca dovesse essere sospeso, mentre la routine potrebbe non comportare particolari problemi per il personale in servizio, in caso di emergenze la mancanza di un “capo” diventerebbe particolarmente pesante. L’ Asst ha comunque assicurato che entro l’ 11 sarà nominato un facente funzione. Intanto, in ospedale, sta girando una petizione contro l’«ingiusta sanzione» comminata a Del Boca.
fabrizio alfano

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