Prima udienza davanti al gup spuntano nuove intercettazioni
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fonte:
- La Nuova Sardegna
NAPOLI. Non c`era Luciano Moggi, c`erano i suoi accusatori. I pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, titolari dell`inchiesta che ha messo in fuorigioco il dio pallone, ieri mattina hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 imputati nell`udienza preliminare che si è tenuta davanti al gup Eduardo De Gregorio. Si è aperta così la prima tappa di avvicinamento al processo penale contro il più grande scandalo della storia del calcio italiano che vede l`ex direttore generale della Juventus principale accusato. Narducci e Beatrice hanno contestato a tutti il reato di frode sportiva nel campionato 2004-2005, con l`aggravante di associazione per delinquere per venti persone tra cui la presunta cupola composta dai dirigenti bianconeri Moggi e Giraudo, dall`ex vice Figc Mazzini, dagli ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto e dall`ex arbitro De Santis. Ma oltre alle accuse già note c`è un nuovo faldone di 490 pagine a far tremare ancora Moggi e altri nomi per ora secretati, depositato ieri dai pm e di cui nemmeno gli avvocati difensori erano a conoscenza: si tratterebbe di nuove intercettazioni telefoniche contenute in un`informativa dei carabinieri, più nuovi interrogatori. Questo nuovo filone adombrerebbe una nuova associazione per delinquere, maturata nel periodo da ottobre 2006 a febbraio 2007 e capeggiata sempre da Moggi. Niente a che vedere con partite truccate, piuttosto potrebbe essere finita nel mirino la cessione del Siena Calcio. L`avvocato di Moggi Paolo Trofino non crede ci siano nuove ipotesi di reato. L`udienza di ieri, durata quattro ore, ha inaugurato la fase della costituzione delle parti senza entrare nel merito degli atti. E parti civili hanno chiesto di costituirsi il Coni, la Figc, la Lega professionisti, la Rai, le società Atalanta, Bologna, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana, la Federconsumatori e il Codacons. Sulle loro richieste, il giudice si pronuncerà il prossimo 8 febbraio. Continua a essere stralciata la posizione dell`arbitro barese (oggi sospeso) Gianluca Paparesta, che resta indagato. Paparesta è secondo i pm un uomo chiave nell`inchiesta su Calciopoli, sia perché vittima del sistema Moggi sia perché comunque custode di una delle schede telefoniche che secondo l`accusa Moggi utilizzava per non essere intercettato. I pm lo hanno interrogato due giorni fa e hanno depositato l`interrogatorio insieme ai nuovi atti ieri mattina. Paparesta avrebbe negato di aver fatto uso consapevole della scheda.
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