1 Giugno 2002

Prima sigaretta a 13 anni

Prima sigaretta a 13 anni,
ma cresce il numero di chi
vuole smettere. Codacons
contro Schumacher


In Italia, in un anno, vanno in fumo 120mila sigarette eppure, i tabagisti si sarebbero ridotti, nell?ultimo anno, del 3 per cento. Ma per gli esperti i conti non tornano: un?indagine condotta dalla Doxa ha scovato, infatti, i «fumatori bugiardi» quelli che, tormentati dai sensi di colpa per il loro vizio, sono pronti a giurare di non aver mai toccato una sigaretta o di «sfumacchiarne» giusto qualcuna di tanto in tanto. «È molto probabile – ha osservato l?epidemiologo dell?Istituto dei tumori di Milano Carlo La Vecchia – che chi fuma, ad esempio, 25 sigarette dichiari di fumarne molte di meno». Bugie che secondo gli esperti sono però un segno positivo, perchè dimostrano come nella cultura generale l?immagine del fumo stia diventando sempre più negativa.
Dall?indagine, presentata ieri a Roma all?Istituto Superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, infatti, è emerso inoltre che sta aumentando il numero dei fumatori che cercano di smettere: fra il 37 e il 40% ha fatto almeno un tentativo serio. Tuttavia solo il 20% è riuscito a smettere per un anno e il 23% per qualche mese. In genere si smette intorno ai 40 anni ma sembra esserci una relazione tra l?addio alla sigaretta e il grado di istruzione: chi ha studiato smette intorno ai 38 anni, chi ha un titolo di studio inferiore a 50. «Quasi tutti coloro che hanno smesso – ha aggiunto La Vecchia – ci sono riusciti da soli. Pochissimi hanno utilizzato farmaci o hanno cercato un aiuto psicologico».
I costi per la salute di traducono in cifre: secondo i dati più recenti dell?Osservatorio, nel 1999 i ricoveri dovuti al fumo di sigaretta sono stati quasi 1,9 milioni, per un costo complessivo di 5 miliardi di euro. Nonostante tutti i tentativi di smettere, infatti, sono ancora circa 12 milioni i fumatori italiani, soprattutto uomini (31%), anche se le donne (22,3%) con la sigaretta in bocca diventano sempre più numerose. Strano, ma vero: incapaci di smettere, l?80% dei fumatori italiani si dichiara invece favorevole a divieti e sanzioni anti-fumo.
Secondo l?identikit tracciato dallo studio Doxa, i fumatori italiani consumano in media 16-17 sigarette al giorno. I più accaniti, tra gli uomini sono quelli con un grado di istruzione medio tra le donne, invece, le più accanite hanno un grado di istruzione superiore. Dal punto di vista geografico nessuna differenza: i fumatori sono distribuiti allo stesso modo in tutta Italia.
Se fumare è considerato rischioso per i giovani da 15 a 24 anni, per gli adolescenti da 12 a 15 anni, purtroppo, è ancora un?avventura da non perdere. Secondo i dati dell?Osservatorio sul fumo dell?Istituto superiore di sanità, infatti, l?età della prima sigaretta scatta intorno ai 13 anni e per 6-7 ragazze su dieci è anticipata addirittura a 12 anni. Il risultato è che a 13-14 anni si è già entrati di diritto nel gruppo dei tabagisti. Secondo i giovanissimi, fumare non è un rischio: il 70-80% dei giovanissimi, infatti, crede che poche sigarette non facciano male. «Si sbagliano – ha detto La Vecchia – perchè fumare per un lungo periodo è altrettanto pericoloso». Ad influenzare i giovani, probabilmente, sono anche i comportamenti di alcuni personaggi famosi. È quello che ritiene il Codacons che ha citato in giudizio nientemeno che Michael Schumaker chiedendogli un milione di euro sotto forma di risarcimento, per la pubblicità ad un noto marchio di sigarette fatta «apparendo in pubblico o rilasciando interviste con indosso un abbigliamento consistente in una tuta, la stessa utilizzata per le gare, e talora anche un berretto dove sono riprodotti colori e marca di sigarette».
L?associazione, impegnata da tempo in una battaglia contro il tabagismo, ha citato il pilota della Ferrari davanti al giudice di pace di Roma che fisserà nei prossimi giorni la data dell?udienza. Spiegando i motivi dell?azione legale, il Codacons sottolinea che «tra i fans del campione ci sono soprattutto i giovanissimi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Per il comitato per la difesa dei consumatori Schumacher potrebbe essere considerato tra i responsabili dei danni sociali e sanitari derivanti dal consumo e dalla vendita e pubblicità dei prodotti del tabacco».

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