Prima sentenza favorevole del giudice di pace che ha accolto un ricorso presentato dall’avv. Lina Arena
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fonte:
- La Sicilia.it
Prima sentenza favorevole del giudice di pace che ha accolto un ricorso presentato dall’avv. Lina Arena e ha ingiunto alla Sidra di pagare entro quaranta giorni i canoni di depurazione, per un ammontare di 245,06 euro, incassati per un appartamento non allacciato alla rete fognaria. L’avvocato, in rappresentanza dei legittimi proprietari dell’immobile ha chiesto al giudice il risarcimento secondo quanto previsto dalla sentenza n.335/2008 della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 1 dell’articolo 14 della legge 36/94 che prevede che la depurazione è dovuta dagli utenti anche «nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti di depurazione o questi siano inattivi».
La Consulta era intervenuta sull’argomento su richiesta di un utente napoletano che non voleva pagare il canone visto che non era allacciato al depuratore. Poco tempo dopo la sentenza gli utenti non allacciati di tutta Italia hanno cominciato a chiedere alle aziende di fornitura d’acqua il rimborso delle somme non dovute.
Tra l’altro, secondo la sentenza della Corte costituzionale, come rilevato nel ricorso dall’avvocato Arena, la norma che disciplina la richiesta di pagamento del canone crea una disparità di trattamento fra utenti che godono del servizio di depurazione e gli altri che pur pagando la quota di tariffa non ne usufruiscono perché non serviti dalla rete fognaria.
Il giudice di pace, nel dispositivo della sentenza, avverte il debitore (la Sidra) che ha diritto a fare opposizione con atto di citazione davanti al giudice di pace entro i termini fissati (i 40 giorni) pena l’immediata esecutività del decreto.
In previsione di una valanga di decreti ingiuntivi, tra l’altro preannunciati anche dal Codacons, abbiamo «girato» la domanda alla Sidra per sapere come l’azienda si prepara ad affrontare i ricorsi e soprattutto per capire se l’orientamento è quello di pagare, visto che fino adesso non lo ha fatto. L’azienda ha risposto che «farà opposizione» secondo l’orientamento nazionale della «FederUtility» (la Federazione italiana delle imprese energetiche ed idriche) che ha chiesto al governo un provvedimento legislativo che disciplini la materia. Quindi in previsione di un atto che possa riconsiderare il canone sotto altra «tipologia» favorevole impugnerà tutti gli atti. Se dovesse essere costretta a rimborsare tutti gli utenti non allacciati la Sidrà dovrà tirare fuori 14 milioni.
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