«Prima di spendere occorre informarsi»
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fonte:
- La Provincia di Como
«Prima di spendere occorre informarsi»
Sarà un magro Natale quello dei comaschi. Quindi non abbiate fretta di comprare i regali e soprattutto girate per negozi per confrontare i prezzi degli stessi prodotti. Questi, almeno, i consigli che arrivano dal Codacons di Como. Ormai, si sa, il 25 dicembre è diventata la festa del consumismo: la frenesia dei regali prende tutti di fronte alle vetrine addobbate per l?occasione. Ma quest?anno saremo costretti a stringere un po? di più i cordoni della borsa. Parola dell?associazione dei consumatori, che denuncia rincari e irregolarità rispetto a dodici mesi fa. Certo il momento non è proprio dei migliori dal punto di vista economico: «E in questo clima l?invito di Berlusconi a spendere suona ridicolo e quasi provocatorio – dice Mauro Antonelli del Codacons di Como -. Come può il presidente del Consiglio chiedere di spendere quando le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese con gli stipendi che entrano in casa? Noi anzi siamo stati i primi a denunciare questo fatto anche a livello nazionale subito dopo le dichiarazioni del premier: abbiamo detto chiaramente che quella di spendere a tutti i costi per riavviare la macchina economica del Paese non era certo una soluzione praticabile in un simile momento. È ovvio quindi che anche il Natale ne risentirà: verranno fatti meno regali o comunque si spenderà in generale meno rispetto agli anni scorsi». E per spiegare meglio il concetto viene scomodata addirittura una legge dell?economia che ogni studente impara fin dai primi anni di scuola: se cala la domanda di alcuni prodotti, devono necessariamente calare anche i prezzi, altrimenti il meccanismo economico si blocca e si rischia il collasso: «E invece sta accadendo il contrario – dice ancora Antonelli -. Nonostante i prezzi siano alti c?è comunque l?invito a spendere: davvero assurdo. Non si può chiedere ai cittadini il sacrificio estremo per salvare la patria. D?altro canto l?inflazione sta colpendo proprio le fasce più deboli, quelle che magari a Natale si lasciavano andare a qualche spesuccia in più. Quest?anno sarà del tutto diverso». Ma questo è anche il primo Natale con l?euro. E anche qui i problemi non mancano: «La nuova moneta ha certamente contribuito a far rialzare i prezzi – spiega ancora il rappresentante del Codacons -. La gente non ha ancora la percezione precisa del valore dell?euro, e i commercianti ne stanno approfittando, facendo in alcuni casi addirittura un cambio con il rapporto di uno a uno: quello che l?anno scorso costava 10 mila lire ora costa 10 euro. Si comincia male, insomma, a partire dal settore dell?abbigliamento, che recentemente è quello che ha subito i rincari maggiori». Luca Lazzari Sconsigliabile anche la classica settimana bianca: già perché gli aumenti travolgono anche il settore dei viaggi.
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