28 Aprile 2019

Prima autorizzata e poi abbattuta La strana storia della scala scomparsa

 

Luana Costa Potrebbe essere definita una scala “a scomparsa”. Costruita per favorire l’ accesso all’ interno della palestra della scuola Patari ma abbattuta nel giro di un mese senza un’ apparente spiegazione. Ed è proprio su questa misteriosa vicenda che ha adesso acceso i riflettori la Procura di Catanzaro che sta indagando per far luce sull’ iter amministrativo adottato da Palazzo De Nobili per portare a termine l’ intervento. Circa un mese fa Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons, è stato infatti convocato nel palazzo di Giustizia e interrogato dalla Polizia giudiziaria come persona informata sui fatti. Era stato proprio l’ esponente dell’ associazione a sollevare il caso chiedendo spiegazioni all’ amministrazione comunale dapprima nella forma di un’ istanza di accesso agli atti e successivamente depositando un esposto denuncia da cui con ogni probabilità si sono originate le odierne attività d’ indagine coordinate dalla Procura. Attività che non si sono però fermate alle dichiarazioni rese dal vicepresidente del Codacons ma che sono proseguite fino ai giorni scorsi quando a Palazzo De Nobili sono giunte ulteriori richieste di delucidazione in ordine all’ intervento strutturale realizzato nell’ inverno dello scorso anno nella scuola Patari. L’ amministrazione comunale aveva, infatti, predisposto la realizzazione di una scala esterna per consentire l’ accesso alla palestra anche durante orari differenti da quelli scolastici. Nel gennaio del 2018 l’ opera era stata, quindi, portata a termine ma immediatamente nei giorni successivi il Codacons aveva inviato al Comune una richiesta d’ accesso agli atti. A cui nessuna risposta era seguita salvo l’ avvio di una nuova serie di interventi questa volta però finalizzati all’ abbattimento della scala che è durata in vita non più di un mese. Ovviamente, le attività di smantellamento dell’ opera sono andate avanti per giorni e transitate anche attraverso la muratura del varco d’ accesso alla palestra, situata al secondo piano dell’ edificio. Ancora oggi, infatti, la parete esterna della scuola, che affaccia su una scalinata laterale, appare scrostata e priva della sua copertura di piastrelle. Ma ancorché un problema di sicurezza, pare che a muovere l’ interesse della Procura verso l’ opera “abortita” siano stati gli interrogativi posti dal Codacons inerenti non solo le motivazioni del duplice intervento – costruzione e immediato abbattimento – ma soprattutto il costo sostenuto dalle casse comunali e la ditta incaricata di effettuare i lavori. È assai probabile, infatti, che la marcia indietro innestata da Palazzo De Nobili attraverso l’ operazione di smantellamento sia stata dettata dalla necessità di rimediare ad un progetto non realizzato esattamente a regola d’ arte.

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