Prigioniera in casa, quando l’ aiuto non arriva
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fonte:
- La Nuova Prima Pagina
«la nostra abitazione è inadeguata: aiutateci a venderla»
Una figlia gravemente disabile, una casa al secondo piano con un mutuo da pagare, cure lontane da casa, il peso del lavoro, un’ assistenza che si limita alla pulizia personale della giovane: sono queste le condizioni in cui due genitori di Sorbara vivono da quasi 5 anni. «Gli enti pubblici sono abilissimi nel propugnarci una gran bella teoria. utile a tacitare la coscienza di chi ci amministra, ma incapaci di fare quel salto di qualità che necessità di azioni pratiche», tuona Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena. La famiglia Lisena, che abbiamo incontrato ieri nella sede Codacons, ha una sola ed impellente richiesta: vendere la casa di Sorbara, diventata ormai una prigione per la figlia disabile, o ricevere un aiuto per pagarla. Un appello a tutte le amministrazioni ma anche ai cittadini, e in particolare ai singoli imprenditori. Una famiglia stremata da una situazione drammatica ma che ieri ha avuto il pudore di non chiedere l’ elemosina: solo un aiuto per la casa, solo la possibilità di garantire una vita dignitosa alla figlia Daniela, consentendole di fare quelle uscite all’ aria aperta di cui ora è gravemente privata. Oggi la famiglia deve spostarsi a Modena ogni tre mesi per i controlli sanitari, non riceve assistenza psicologica e nemmeno il rimborso delle spese per le terapie necessarie alla riabilitazione, seppur parziale, della figlia. «L’ a mm in istrazione ci paga le spese per curarla dal punto di vista igienico, ma di quello posso occuparmene io spiega la signora Lisena ci servono soldi per la fisioterapia, per curarla, per fare del no stro meglio per farla soffrire meno». Vivere a Modena, in una casa al primo piano, consentirebbe a Daniela di essere più vicina alle cure, di fare quelle passeggiate all’ aria aperta, che ora sono impedite a causa del forte disagio abitativo, che rientrano nei bisogni sociali essenziali di ogni essere umano. «Se davanti a questo grido di aiuto le amministrazioni si dimostreranno inflessibili, o troppo impegnate in altre cose, allora la famiglia e noi del Coda cons ci appelleremo alla solidarietà dei cittadini attraverso una campagna di crowfounding – aggiunge rammaricato Galli – di cui si occuperà un ente pubblico che funga semplicemente da garante».
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Tags: Fabio Galli, Modena
