23 Settembre 2021

Prezzo elettricità e gas, Draghi: elimineremo oneri di sistema per l’ultimo trimestre

Cancellazione degli oneri di sistema del gas per tutti, e dell’elettricità per famiglie e piccole imprese. È quanto annunciato oggi dal presidente del Consiglio Mario Draghi intervenuto all’assemblea di Confindustria. Draghi ha così anticipato pubblicamente il provvedimento che verrà discusso in Consiglio dei Ministri sul tema che tiene banco da giorni: l’aumento del prezzo dell’elettricità e del gas.
Elettricità e gas, Draghi: intervento da oltre 3 miliardi

«In assenza di un intervento del governo, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire intorno al 40%, e quello del gas del 30% – ha detto Draghi – Per questo abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese. Discuteremo del provvedimento oggi stesso in Consiglio dei Ministri».

«Potenziamo il bonus luce e gas per proteggere soprattutto le fasce meno abbienti – ha aggiunto Draghi – Si tratta complessivamente di un intervento di oltre 3 miliardi, che fa seguito a quello di 1,2 miliardi avvenuto a giugno. E che ha una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i più poveri e i più fragili».

Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto che serve anche un intervento più generale e strutturale. «A queste misure deve seguire però un’azione più strutturale, anche a livello europeo, per diversificare le fonti di energia e rafforzare il potere contrattuale dei Paesi acquirenti».

Codacons: “Il Governo mette una toppa ma non risolve il problema”

Basterà tutto questo a fronteggiare l’aumento dei prezzi? Non sono di questo avviso le associazioni dei consumatori. Per il Codacons, ad esempio, con i 3 miliardi annunciati per abbattere gli oneri di sistema in bolletta «il Governo mette una toppa ma non risolve il problema».

«Gli oneri di sistema pesano sulle famiglie per 14,9 miliardi di euro annui, e i 3 miliardi annunciati da Draghi potranno compensare solo una parte degli aumenti che scatteranno a ottobre – dice il presidente Carlo Rienzi – E’ più che mai urgente ridefinire i criteri di calcolo delle tariffe energetiche, che negli aggiornamenti trimestrali risentono delle forti speculazioni sui mercati all’ingrosso, e sono influenzate da fattori iniqui che non hanno nulla a che vedere con i consumi energetici delle famiglie».

C’è poi timore per il futuro. Anche perché dal 2023 dovrebbe finire il mercato tutelato dell’energia.

«In assenza di misure strutturali, e considerato l’andamento dei prezzi delle materie prime, nel 2022 i rincari delle bollette si susseguiranno senza sosta. Ma non solo. L’1 gennaio 2023 scomparirà il mercato tutelato dell’energia, e tutti gli utenti dovranno passare a quello libero, dove però le tariffe sono sensibilmente più alte – dice il presidente Codacons Rienzi – L’ultimo monitoraggio condotto da Arera ha rilevato come per l’elettricità solo il 4,7% delle offerte del mercato libero sia più conveniente rispetto a quelle del servizio a maggior tutela, 9,8% nel comparto del gas. Per tale motivo riteniamo che la fine del mercato tutelato vada abolita, perché il passaggio obbligato a quello libero comporterà un aggravio di spesa per l’energia a danno delle famiglie italiane».
UNC: bene eliminazione degli oneri ma non basta

L’azione annunciata da Draghi sul prezzo dell’elettricità e del gas va bene ma non basta secondo l’Unione Nazionale Consumatori. Perchè si avrebbe comunque la bolletta luce a +112 euro e quella del gas a +263 euro.

«Bene l’eliminazione degli oneri, ma non è sufficiente se valgono i rialzi prospettati da Draghi, ossia il 40% e il 30% del prezzo complessivo della bolletta, rispettivamente, di luce e del gas – dice Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Per una famiglia tipo, considerato i dati del secondo trimestre 2021, prima cioè del taglio da 1,2 miliardi avvenuto a giugno, l’annullamento totale degli oneri implicherebbe, su una bolletta media per la luce pari a 562 euro (non riferita all’anno scorrevole), una riduzione pari a 113 euro, a fronte, però, di un aumento teorico (quello prospettato da Draghi del 40% sul prezzo complessivo della luce) di 225 euro. Insomma, la bolletta salirebbe, comunque, su base annua, di 112 euro (28 euro su base trimestrale, a fronte di consumi equivalenti in ogni trimestre). Una stangata non da poco».

«Per il gas, poi, su una bolletta per la famiglia tipo da 1028 euro, l’azzeramento degli oneri la abbasserebbe di appena 45 euro, a fronte del rincaro prospettato da Draghi del 30%, pari a 308 euro, con un rialzo finale pari a 263 euro nei dodici mesi». L’aumento sarebbe comunque astronomico, conclude l’UNC, che chiede di intervenire su accise, addizionali regionali e Iva.,

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