PREZZI:PRANZO AL SACCO E A PIEDI,GIOVEDI`SCIOPERO SPESA
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fonte:
- Ansa
IL 16 L`INIZIATIVA DELL`INTESACONSUMATORI
(ANSA) – ROMA, 14 SET – Niente colazione al bar né cinema o auto, e tanto meno taxi: contro l`aumento dei prezzi e l`inerzia del governo, per tutti i consumatori giovedì 16 la parola d`ordine è “sciopero“. A lanciare l`iniziativa – che ha ricevuto varie adesioni – è Intesaconsumatori, che chiama “tutti i cittadini, lavoratori e pensionati, a partecipare compatti alla giornata di astensione dagli acquisti e dai consumi“, per rimarcare la “situazione di generale impoverimento delle famiglie italiane“, e i rischi di “un autunno pieno di insidie per il costo della vita“. Invertendo i ruoli, questa volta dovranno essere i clienti a disertare uffici e negozi. In uno sciopero che va esteso anche tra le mura domestiche, astenendosi dall`usare apparecchiature elettriche e telefoniche, a meno non siano “strettamente necessarie“. E quest`anno, a causa del caro-petrolio, a fermarsi, secondo i promotori dell`iniziativa, dovranno essere anche le auto: al loro posto – suggeriscono le quattro sigle di IntesaConsumatori: Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – biciclette, mezzi pubblici e, ove possibile, una bella passeggiata. “Prezzi alti? No cumprà“, è lo slogan dell`Intesa – fatto proprio anche dalla Fp-Cgil e che ha trovato la solidarietà di Cia e Coldiretti – che sollecita così il governo a varare provvedimenti seri e immediati, capaci di dare risposte concrete alle condizioni economiche insostenibili della maggioranza degli italiani. E chiede solidarietà agli stessi commercianti. Ricevendo, però, almeno da parte di Confesercenti, una secca accusa di “demagogia“. “Boicottare gli acquisti vuole dire boicottare la ripresa economica“, afferma Confesercenti, spiegando che “non è certo continuando ad allontanare le famiglie italiane dai negozi che si aiuterà una ripresa della domanda interna“. “L`impegno per il contenimento dei prezzi è sacrosanto“, aggiunge, ma va cercata “una soluzione concreta“, in cui ciascuno, in primis governo ed enti locali, deve “fare la propria parte“. Imperterrita, l`Intesa replica con un lungo elenco di cose da fare, giovedì, per dare efficacia alle ventiquattr`ore di protesta, e che cominciano con l`evitare la colazione al bar (preparandosela a casa) e finiscono con il disertare la sera ristoranti, cinema, teatri, discoteche e locali: mangiare a casa e leggersi un buon libro, è il consiglio, o al limite fare una passeggiata. Ma anche nel corso della giornata va ristretto ogni tipo di acquisti o di consumi: per cui, pranzo al sacco, acqua del rubinetto, niente parrucchiere né acquisti di abbigliamento o sigarette, né operazioni bancarie, ma anche un uso limitato al massimo di telefoni, internet, tv e radio. (ANSA).
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