23 Ottobre 2021

Prezzi:consumatori,Natale salato con materie prime e energia

Codacons , rischio rincari per 1,4 miliardi
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 OTT – Il Natale 2021 rischia di essere il più “salato” degli ultimi anni sul fronte di prezzi e tariffe, e potrebbe costare agli italiani, a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia (2019), quasi 1,4 miliardi di euro in più. A lanciare l’allarme il Codacons, che ha realizzato uno studio per verificare come le tensioni nel settore dell’energia, dei carburanti e delle materie prime potrebbero ripercuotersi sulle spese delle famiglie legate alle prossime festività. Per quanto riguarda il settore alimentare nelle ultime settimane produttori e distributori hanno lanciato allarmi circa i rincari dei prezzi delle materie prime (farine, oli, burro, ecc.) che potrebbero determinare incrementi dei listini al dettaglio per una moltitudine di prodotti trasformati (solo i produttori di panettoni nei giorni scorsi hanno parlato di un rincaro dei loro prodotti del +20%). A tali allarmi si aggiunge l’emergenza energia, con le tariffe di luce e gas che a partire da ottobre hanno subito un incremento rispettivamente del +29,8% e del +14,4% determinando maggiori costi a carico di industrie e imprese. Per finire, il caro-benzina, con la verde che costa oggi il 24,7% in più rispetto allo scorso anno, e il gasolio il 26,4% in più: aumenti dei carburanti che non solo incidono sugli spostamenti degli italiani e sull’intero comparto dei trasporti, ma determinano ritocchi al rialzo dei listini al dettaglio dei prodotti trasportati (in Italia l’85% della merce viaggia su gomma). Tenendo conto di tale situazione e ipotizzando una stima prudenziale dei rincari,secondo i consumatori, solo per il tradizionale cenone e pranzo di Natale le famiglie si ritroverebbero a spendere circa 99 milioni di euro in più rispetto al 2019 con una spesa di 900 milioni per pesci carni e salumi (+2,5%), 430 per vino e bevande (+1,5%), 480 per ortaggi, frutta fresca e secca (+2,7%); 300 per pandori, panettoni e dolci lievitati (+10); 330 per pasta e pane (+10%) (ANSA).

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