14 Settembre 2004

Prezzi, Torino diventa laboratorio contro il carovita




Il problema dei prezzi attanaglia tutte le famiglie di conseguenza il governo in accordo con le associazioni di categoria, le istituzioni locali, i movimenti dei consumatori e i sindacati ha realizzato a Torino un laboratorio pilota. Lo ha annunciato il ministro dell?Economia, Domenico Siniscalco. Alla base dell?accordo, per il momento siglato a livello locale ma che nelle intenzioni del governo dovrebbe estendersi a livello nazionale, c?è l?impegno a tenere prezzi fermi fino a fine anno e l?intesa con la grande distribuzione per una riduzione del 2% dei prezzi di circa 600 prodotti non a marchio.
Siniscalco ha sottolineato che «Il governo è assolutamente impegnato, come si vede per altro dal Dpef, nella difesa del potere d?acquisto che, in particolare per le fasce più deboli, è un punto fondamentale per la ripresa e l?equità. Abbiamo messo a punto un accordo prototipo che parte da Torino, ma che vogliamo estendere a livello nazionale, che prevede prezzi fermi da adesso a fine anno e successivamente un progetto più ampio e articolato che si estenderà al 2005». «L?accordo -ha proseguito il ministro – funzionerà su quattro capisaldi: trasparenza, contenimento dei prezzi in via volontaria tariffe e redditi».
Intanto l?intesa consumatori ha rilevato che dal primo gennaio 2002, vale a dire dall?introduzione dell?euro, i cittadini italiani hanno perso 50 miliardi di euro a causa dei rincari dei prezzi. A questo proposito l?intesa dei consumatori ha proclamato per il 16 settembre il quarto sciopero della spesa chiedendo alle famiglie di rinunciare agli acquisti ma anche di rinunciare all?uso dell?automobile per combattere il caro benzina.
Le associazioni dell?intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) chiedono misure immediate e anche interventi strutturali per arrivare a una generalizzata diminuzione dei prezzi. «Bloccare i prezzi non basta – ha detto Rosario Trefiletti di Federconsumatori- bisogna anche ridurli come è stato fatto in Francia.
A detta dell?associazioni dell?Intesa sarebbe anche necessario un serio piano energetico, la modernizzazione della rete elettrica e di quella dei carburanti con l?apertura del mercato alla grande distribuzione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this