26 Marzo 2020

Prezzi sospetti nei guai supermercato ha raddoppiato i costi l’ allarme: non è il solo

di Cristina Palazzo Frutta e verdura, ma anche pane e prodotti per la pulizia, persino le colombe pasquali. La gente non si può muovere che nei pressi di casa e qualcuno, nei negozi di vicinato e nei piccoli supermercati, ci prova. Le segnalazioni per prezzi sospetti stanno aumentando, a Torino e soprattutto in provincia: per la frutta e la verdura, « ma anche per quei prodotti che sono stati tra i primi a mancare dagli scaffali, tra cui quelli di prima necessità come uova e farina » , spiega Tiziana Sorriento del Codacons, l’ associazione di tutela dei consumatori. Ma con la paura scattano anche le segnalazioni. Proprio grazie a una di queste ieri i finanzieri della tenenza di Lanzo Torinese, hanno scoperto quello che finora è il caso più clamoroso di aumento ingiustificato dei prezzi. Il luogo il Conad City di Favria. Un chilo e mezzo di arance veniva venduto a più del doppio del prezzo che era stato segnato sul volantino delle promozioni 2,89 euro al chilo contro 1,30. Mentre il prezzo del prosciutto era il doppio: 23,90 al chilo invece di poco meno di 15 come da volantino. L’ olio? Una bottiglia invece di 3,59 euro finiva sullo scontrino a 5,45. I finanzieri hanno fatto scattare la denuncia alla procura di Ivrea per manovre speculative su merci, un reato che prevede fino a 3 anni di carcere e multe fino a 25mila euro. Non è invece stata sequestrata la merce, i baschi verdi hanno chiesto l’ autorizzazione per evitare il provvedimento per garantire alla comunità la possibilità di acquistare i prodotti. « Abbiamo contattato la titolare del punto vendita che si è giustificata spiegandoci che aveva pochi prodotti e difficoltà a completare il piano promozionale come previsto dal volantino dell’ offerta. Motivo per cui ha mantenuto il prezzo corrente, decidendo di posticipare le promozioni – spiegano dall’ ufficio stampa del Conad Nord-Ovest -. Un comportamento per cui come azienda siamo dispiaciuti, abbiamo provveduto a segnalare la necessità di procedere alla promozione, ricevendo una rassicurazione in tal senso». E già da ieri sugli scaffali i prezzi sarebbero stati uniformati. Ma il caso fa aprire gli occhi e aumentare i controlli. Solo la finanza da inizio emergenza ha controllato oltre 10mila attività nel Torinese, ma l’ appello è anche ai cittadini a segnalare. Sulla stessa scia interviene l’ Uncem. Il presidente nazionale Marco Bussone ha scritto a ministri, prefetti, parlamentari e all’ assessore al commercio regionale Vittoria Poggio chiedendo maggiori controlli soprattutto per la media e la grande distribuzione. «L’ emergenza potrebbe infatti aver spinto, in particolare in Piemonte, degli operatori del commercio – perlopiù di generi alimentari – ad aumentare i prezzi – spiega – Questo può derivare anche da un aumento dei costi di produzione e delle materie prime, possibili in questa fase » . Lancia l’ allarme e insieme a Camere di commercio e Unioncamere, ma anche con le associazioni di categoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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