16 Aprile 2011

Prezzi senza freno: +2,5% a marzo La benzina rincarata del 12,7%

Prezzi senza freno: +2,5% a marzo La benzina rincarata del 12,7%
 

ROMA L’ inflazione a marzo sale al 2,5%, l’ Istat certifica così il quinto aumento consecutivo, con i prezzi che continuano ad essere trascinati dai rincari dei carburanti, solo la benzina aumenta del 12,7%, e di tutte le altre spese quotidiane, compresi, quindi, i prodotti alimentari. La fiammata interessa tutto il Vecchio Continente, Eurostat segna, infatti, un rialzo del 2,7% per l’ eurozona. Un dato rivisto in crescita rispetto alle stime. Insomma, la risalita dei prezzi non dà, per ora, nessun segnale di decelerazione. Nella Penisola il tasso si conferma al +2,5%, dal +2,4% di febbraio, il valore più alto dal novembre del 2008. La spinta arriva dai carburanti, oltre alla verde registra aumenti a doppia cifra anche il gasolio (+18,5%) e tra gli alimentari, la frutta fresca sale del 5,3%. Altri rialzi stagionali arrivano per i prodotti tipici del periodo vacanziero, che si avvicina, con i pacchetti per le villeggiature in netta crescita (+4%). Complessivamente, il gruppo di beni acquistati con maggiore frequenza, la lista della spesa quotidiana, è rincarato del 3,2%, un tasso ben superiore a quello medio nazionale. Stesso andamento in Europa, l’ Ufficio si statistica di Bruxelles ha alzato il tasso d’ inflazione per l’ Eurozona al 2,7%, rispetto alle stime che lo davano al 2,6%, in forte accelerazione sul 2,4% del mese precedente. L’ indice calcolato da Eurostat (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo, è stato rivisto al rialzo anche per l’ Italia (al +2,8% dal +2,6%). Sempre ieri l’ Istat ha anche diffuso i dati sul commercio estero, che segna una contrazione, con export (-1,4%) e import (-0,4%) che calano su base mensile. Una discesa in contemporanea di entrambi i flussi non si vedeva dall’ agosto del 2009. Su base annua, invece, si mantengono ampiamente positivi, anche se in rallentamento. Tornando all’ inflazione, i consumatori commentano con preoccupazione il rialzo di marzo, prospettando pesanti stangate per le famiglie a fine 2011 (1.897 euro per Federconsumatori e 1.240 per il Codacons). Mentre le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, fanno notare come l’ incremento dei prezzi degli alimentari risenta dei rialzi sulle materie prime. «Si spende il 19 per cento in più per riempire le mangiatoie degli animali». A rischio c’ è l’ intero sistema degli allevamenti italiani, a sostegno del quale la Coldiretti è impegnata nella "vertenza zootecnia", che segna anche le manifestazioni fieristiche Cibus e Rassegna suinicola in corso in questi giorni. «L’ inganno del "falso" Made in Italy sugli scaffali – conclude la Coldiretti – riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’ estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere».

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