8 Gennaio 2002

Prezzi rincarati? Banco di prova, i saldi

Si va normalizzando il change-over con la nuova moneta. Riaprono le banche, attesa una giornata di code
Prezzi rincarati? Banco di prova, i saldi

Le associazioni consumatori non rilevano casi evidenti legati all?introduzione dell?euro

Qualche lamentela il 2 gennaio, il primo grande giorno di battesimo del fuoco per l?euro, con la riapertura di negozi, banche e uffici dopo Capodanno. Poi, dicono alla Lega Consumatori delle Acli bresciane, telefoni pressochè muti. Nessuna segnalazione particolare di abusi, disservizi, rincari di prezzi e tariffe. «Forse – spiega Manuela De Luca, presidentessa della Lega Consumatori – è perchè a noi si rivolgono solo per denunciare casi estremi, quelli che fanno notizia, tralasciando arrotondamenti o disfunzioni leggere. Il banco di prova, sul fronte dei rincari, sarà sabato 12, con l?avvio dei saldi». La denuncia corale di aumenti generalizzati di beni e servizi (pubblici e privati), elevata ieri a Roma dalle associazioni nazionali dei consumatori è come un?onda che si attutisce man mano che s?avvicina alla riva. Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc parlano di una crescita media dei prezzi attorno al 14 per cento, che costerà oltre un milione di lire in più per nucleo famigliare (557,7 euro). E, a loro parere, Ue e Governo italiano dovrebbero riconoscere ai cittadini «massacrati dagli arrotondamenti» un risarcimento di almeno 100.000 lire a famiglia. Ma nella nostra provincia, sulla base dei dati oggi disponibili, la situazione non appare così nera. Qualche svarione o disservizio viene segnalato pure nel Bresciano, ma si tratta davvero di piccoli incidenti, che non inficiano la sensazione di un impatto sostanzialmente corretto con la moneta unica europea. L?Adiconsum bresciana, legata alla Cisl, parla di «aumenti soft», operati «con abilità» a cavallo o prima del 1° gennaio: «Gli aumenti più vistosi riguardano i prodotti ortofrutticoli, ma si tratta di capire fino a che punto ciò sia dipeso da fattori naturali o da scelte degli esercenti – osserva per Adiconsum Cesare Reboni -. Siamo più preoccupati per i possibili aumenti delle tariffe pubbliche. Vedi il caso Milano». In attesa di vedere quale sarà l?impatto dell?euro sui saldi di fine stagione, registriamo la progressiva normalizzazione del change-over: nei supermercati bresciani cresce l?utilizzo di euro e bancomat a scapito della vecchia lira. Al «Cityper» del centro commerciale S.Anna, per esempio, la spesa in ? è cresciuta dall?1,7% del giorno 3 al 12,8% del 5 gennaio. Quelli con bancomat e carta di credito dal 34 al 45 per cento. Quelli in lire sono scesi invece dal 62 al 48%. Il trend, pur con valori diversi, è analogo anche altrove. Quanto ai resti in euro, la grande distribuzione bresciana appare sufficientemente rifornita di monete e banconote per far fronte alla bisogna. La situazione si sta normalizzando anche nelle banche. Ma, a causa dello sciopero di ieri, oggi è prevista una giornata di fuoco. Anzi di euro-fuoco.

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