28 Dicembre 2002

«Prezzi pazzi in vetrina? E noi aspettiamo i saldi»

MILANO ? Dopo il caro-euro arriva la stangata del caro-tariffe. Pronta a presentare un conto che nel 2003 dovrebbe essere di circa 298 euro, ovvero l`1% della spesa annua della famiglia media italiana. Parola (e previsioni) di Adoc, Adusbef e Codacons. Contro la miscela di rincari preannunciati (dai 18 euro in più all`anno per la luce ai 24 del gas, dai 10 dell`acqua ai 36 delle autostrade, dai 52 delle banche agli addirittura 100 delle Rc Auto) sono scese in campo con forza ieri le associazioni dei consumatori chiedendo al governo di «utilizzare tutti gli strumenti a disposizione». Innanzitutto, impedire che le tariffe superino l`inflazione programmata, ovvero l`1,4%. Poi, la promozione di accordi con tutti gli esercenti e le categorie professionali per il blocco o la diminuzione dei prezzi.
Ma non basta: bisogna anche abbassare l`Iva sul gas da riscaldamento dal 20 al 10% tramite un apposito decreto, definire il tasso applicato sui cosiddetti mutui agevolati per portarlo sotto la soglia dell`8% come per quelli ordinari e riformare i settori della distribuzione commerciale (con l`inserimento di spazi di vendita diretta da parte dei produttori), delle assicurazioni, dell`elettricità, del gas e dei carburanti.
Il vero problema, però, ricorda Paolo Landi, segretario generale dell`Adiconsum, sono le tariffe, nazionali ma soprattutto locali. Se il nel 2002 c`è stato il caro-euro (con la moneta europea diventata, in realtà, un capro espiatorio perchè gli aumenti sono stati tutti speculativi) il 2003 rischia di essere ancora un anno caratterizzato dal rischio inflazione. «La causa ? spiega Landi ? non sono più gli aumenti sui consumi dovuti all`euro, ma il pericolo che arriva dagli aumenti delle tariffe, sia quelle nazionali ma soprattutto quelle locali». «I tagli della Finanziaria agli enti locali rischiano di fare esplodere tutte quelle tariffe locali legate a trasporti, salute, asili nido, rifiuti». Con percentuali che in qualche caso potranno arrivare anche al 15-25% e senza contare l`effetto aggiuntivo che potrebbe derivare dal rialzo del prezzo del petrolio se scoppierà la guerra in Iraq.
Ma che impatto avrà il caro-tariffe sui prezzi? Inevitabilmente ci sarà. Se non altro, non li farà scendere mentre una frenata risulterebbe inevitabile di fronte al forte calo dei consumi. Non è un caso, ricorda l`Aduc, che il simbolo del Natale 2002 siano stati i panettoni svenduti a 1 euro. I consumatori, afferma l`associazione, hanno preso coscienza e ridotto le spese penalizzando i commercianti più furbi e dovranno continuare a farlo anche nel 2003 di fronte agli aumenti tariffari previsti e alla «imperterrita» politica di chi converte 1.000 lire con 1 euro. Se per l`Adiconsum non bisogna abbassare la guardia e non si dovrebbe superare l`inflazione programmata (a cominciare dalle tariffe) l`Aduc invita i consumatori ad aspettare i saldi per poter acquistare «a un prezzo meno furbesco di quello attuale».
Ma ci sono altri modi per cercare di ridurre il caro-spesa. Approfittare delle vendite promozionali (molte sottocosto) e visitare sempre più di un negozio confrontando i prezzi, ricordano a Telefonoblu. Sul fronte banche e assicurazioni, avvertono Adiconsum e Adusbef, si possono cercare le migliori tariffe anche online (dalle Rc auto ai conti sul web) pronti, alla luce degli estratti conto riepilogativi del 2002 che arriveranno nei prossimi giorni dalla vostra banca, a presentarvi allo sportello e a chiedere (anche alzando la voce) condizioni migliori. E ricercando soprattutto i conti senza spesa, visto che i tassi d`interesse si avvicinano allo zero.

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