19 Settembre 2007

PREZZI: PASTA; CONSUMATORI, I PRODUTTORI DANNO I NUMERI

“I produttori di pasta continuano a

dare numeri sbagliati sull`aumento del costo del grano per

giustificare una speculazione in atto sui prezzi“. Lo affermano

in una nota congiunta Adoc, Adusbef, Codacons e

Federconsumatori, associazioni – viene sottolineato – che

“hanno già dimostrato come l`annunciato aumento del 20% del

prezzo della pasta sia privo di qualunque fondamento“.

“E` vero – viene spiegato – che nel 2007 il grano duro è

aumentato; peccato però che nel 2005 abbia raggiunto il suo

minimo storico, ma i produttori di pasta si sono guardati bene

dal diminuire il prezzo, incassando in tal modo lauti profitti.

Insomma, hanno fatto come i petrolieri, anzi peggio, perché

mentre i petrolieri hanno solo una doppia velocità, ossia

abbassano il prezzo della benzina solo dopo parecchi giorni

dalla diminuzione del prezzo del barile, i produttori di pasta

non hanno mai abbassato i prezzi, anzi dal 2001 ad oggi li hanno

aumentati del 36%, pur essendo il prezzo del grano calato

ininterrottamente dal 2001 (183 euro a tonnellata) al 2005 (140

euro)“.

I produttori di pasta inoltre, si legge ancora nella nota di

Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, “si `inventano`

anche che l`aumento del prezzo della pasta inciderà solo (?!?)

per 25 euro l`anno per un nucleo familiare di 4 persone. E anche

in questo caso i dati sono sbagliati“. Infatti nel 2006,

secondo i dati di un`indagine sui consumi condotta dall`Istat,

la spesa media mensile per famiglia è stata pari, in valori

correnti, a 2.461 euro. Il peso della pasta nel paniere Istat

2007 è di 5.443, ossia gli italiani spendono lo 0,5443% del

loro reddito in pasta, pari a 13,39 euro al mese, pari a 160,74

euro all`anno. Il che vuol dire – concludono le quattro

associazioni – che se la pasta aumenta del 20% l`incidenza su

una famiglia media italiana è di 32,15 euro all`anno“.

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