Prezzi pane, pasta e latte alle stelle
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fonte:
- Italia Oggi
Ma Bankitalia avverte: l`inflazione percepita è più alta di quella reale
Lirosi si accorda coi panificatori: da oggi tagli e promozioni è sempre più allarme caro-vita e spesa “shock“. L`ultima certificazione arriva dall`Istat, che ha segnalato a febbraio un aumento dei beni maggiormente acquistati del 5% a fronte di un tasso di inflazione confermato al 2,9%. A correre sempre di più sono i prezzi di pane e cereali: da un aumento dell`8% a gennaio sono passati a +9,2%. Nel dettaglio, addirittura il prezzo del pane è aumentato del 12,5% rispetto al 2007, mentre quello della pasta è cresciuto del 14%. Accelerano anche i prezzi del gruppo “latte, formaggi e uova“: in particolare il prezzo del latte è aumentato nell`ultimo mese di un punto percentuale (+8,7% a gennaio contro +9,7% a febbraio). Rincari anche per la frutta (da +4,8 a +5,1%) e per la carne (+3,7%). “Se anche l`Istat, la cui tendenza a sottostimare gli aumenti è notoria, certifica incrementi dei prezzi a due cifre, vuol dire che la situazione è realmente grave“, sono intervenuti allarmati i consumatori del Codacons. “Gli aumenti dei prezzi registrati in tutti i settori sono purtroppo più pesanti di quelli monitorati dall`istituto e se non rientreranno“, avvertono, “in tempi stretti si concretizzerà una vera e propria stangata, stimata in circa 1.000 euro annui a famiglia, non potendo i cittadini rinunciare all`alimentazione, ai trasporti, all`energia e all`abitazione“. Da oggi fino al 15 aprile il pane comune comunque costerà meno caro. è l`impegno che hanno preso le associazioni dei panificatori nell`incontro con il garante sui prezzi, Antonio Lirosi. Le associazioni inviteranno i propri associati a contenere i prezzi del pane comune e a introdurre promozioni generali nelle ultime ore della giornata, nelle quali si accumula l`invenduto. Si tratta di “un`iniziativa ad adesione volontaria dei singoli panifici“, ha spiegato Lirosi, aggiungendo che le associazioni hanno ritenuto di aderire in vista della Pasqua anche a causa dei continui cali dei consumi. Lirosi, intervenendo a Economix, ha comunque sottolineato che “sono troppe le variazioni dei costi del pane da città a città, mentre all`ingrosso il prezzo della farina ha segnato un incremento tra il 30 e il 40% in modo omogeneo“. Intanto nuove brutte notizie arrivano per i motociclisti, che nel 2008 dovranno incassare una nuova stangata assicurazione. Le polizze più care, emerge dalla terza edizione del Libretto rosso delle assicurazioni moto di Dueruote, le pagherà chi vive a Napoli, Bologna, Firenze, Roma e Milano. Sulla questione caro-vita è intervenuta anche Bankitalia, sottolineando che a fine 2006 l`inflazione percepita, o meglio la “sensazione“ dell`aumento dei prezzi degli italiani, si attestava al 17,7% a fronte di un aumento reale di solo il 2%. E sesso, istruzione e condizioni economiche incidevano sulla “sensazione“ più della composizione del “cestino“ quotidiano o dei comportamenti di spesa individuali. A testimoniare la distanza tra “impressioni“ e tasso ufficiale rilevato dall`Istat, all`epoca pari al 2%, è un “Tema di discussione“ curato da tre ricercatori della Banca d`Italia e basato su uno specifico sondaggio condotto su un campione rappresentativo di mille consumatori.Nel dettaglio, lo studio segnala come le donne abbiano una percezione d`inflazione (24,1%) pari a circa il doppio di quella degli uomini (15,2%). Una differenza simile si rileva anche tra i consumatori meno istruiti (25,1%) rispetto a quelli diplomati (16,2%) o laureati (10,2%). Il tasso di crescita dei prezzi percepito è poi nettamente più elevato per chi appartiene a famiglie in difficoltà economica (24,4%), misurata dalla necessità di attingere ai risparmi o far debiti per fronteggiare le spese mensili. E l`inflazione vola per chi paga l`affitto (27,3%) e i nuclei monoreddito (25,2%). La distinzione per ripartizione geografica vede in testa le Isole (28%), seguite dal Sud (26,2%). Più fredda la percezione al Centro (13,6%), nel Nordovest (13,4%) e nel Nordest (10,3%). I prezzi corrono di più per chi ha meno di 30 anni (21,6%) o tra i 50 e i 65 (19,7%) rispetto a chi ne ha tra i 30 e i 40 (9,9%). E casalinghe (25,8%) e studenti (24,7%) quasi doppiano i lavoratori dipendenti con contratto a termine (14,2%) o a tempo indeterminato (16,8%). Il problema sembra invece quasi non esistere per professionisti e imprenditori (6,9%), mentre assume connotati tragici per i negozianti (29,8%)
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