Prezzi nuova impennata E Genova è ancora più cara
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fonte:
- Repubblica.it
L’ Istat rende noto le variazioni annuali e mensili dei prezzi al
consumo. Rispetto alle percentuali nazionali, in città il costo del
carrello della spesa è maggiore. Il Codacons: “Una famiglia di tre
persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più
all’ anno. Per una coppia con due figli, la stangata sarà di 686 euro
all’ anno”
Se in Italia i prezzi nei negozi sono aumentati in un anno del 3,3%, a Genova è successo qualcosa di ancor peggiore per i nostri portafogli. La variazione tendeziale è stata più alta: 3,7%. Genova più cara della media nazionale anche nel confronto tra i prezzi del mese scorso e di aprile: in Italia l’ aumento “congiunturale” è dello 0,5%, in città dello 0,7%. Il carrello della spesa è sempre più caro. E a Genova i prezzi “scottano”. Rispetto all’ anno scorso, se il rincaro dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), in Italia è stato del 4,7% (un valore che supera già il tasso d’ inflazione del 3,3%), in città sfiora il 5%. Sono aumentati pane, carne, pesce, frutta, latte e acqua minerale insieme a vino e birra; aumentati anche i prezzi dei vestiti e dei carburanti. Le tabelle dell’ Istat nelle stime preliminari sono inclementi. La reazione dei consumatori. Il Codacons calcola “che una famiglia di tre persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più all’ anno, mentre per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 686 euro all’ anno”. “E’ evidente che aumentare ad ottobre l’ Iva significherebbe un’ ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle”, aggiunge l’ associazione consumatori. Secondo il Codacons, infatti, “l’ effetto sull’ inflazione sarebbe variabile tra l’ 1,32% e l’ 1,74%, a seconda che scattino anche gli arrotondamenti e le speculazioni”. Le tabelle degli indici provvisori dei prezzi al consumo a Genova. Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,2) in aumento: pane, carni, pesci, latte formaggi e uova, oli, frutta, acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura. In diminuzione: vegetali, zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi, caffè, tè e cacao. Bevande alcoliche e tabacchi (+0,6) in aumento: alcolici, vini, birre, tabacchi. Abbigliamento e calzature (+0,8) in aumento: indumenti, servizi di lavanderia, scarpe. In diminuzione: riparazione. Abitazione, acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili (+1,1) in aumento: affitti per l’ abitazione, prodotti per la riparazione e la manutenzione della casa, energia elettrica, gas, gasolio per riscaldamento. Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,7) in aumento: mobili ed arredi, articoli tessili per la casa, grandi apparecchi elettrici e non. In diminuzione: piccoli utensili ed accessori vari. Servizi sanitari e spese per la salute (+0,2) in aumento: attrezzature ed apparecchi terapeutici, servizi medici. In diminuzione: prodotti farmaceutici. Trasporti (+1,3) in aumento: automobili, carburanti, trasporto passeggeri su treno, su aereo e mare Comunicazioni (-1,1) in diminuzione: apparecchi telefonici e telefax Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,4) in aumento: apparecchi per il trattamento dell’ informazione, supporti di registrazione, articoli sportivi, servizi culturali, giornali e periodici, articoli di cartoleria, pacchetti vacanza. In diminuzione: registratori, giochi, giocattoli, articoli per il giardinaggio, piante e fiori, animali domestici, libri. Istruzione (0,0) è sostanzialmente invariata. Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,6) in aumento: ristoranti, bar, alberghi. Altri beni e servizi (0,0) è sostanzialmente invariata. Si registrano comunque in aumento: beni e servizi per la cura della persona. In diminuzione: gioielleria e orologeria.
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