Prezzi, nessuno controlla i furbi
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fonte:
- Brescia Oggi
E martedì sciopero della spesa con presidio in piazza Loggia
Sul fronte dei prezzi il clima è sempre rovente. Anche i dati diffusi dalla Commissione comunale per il controllo dei prezzi a Brescia confermano una generale tendenza al rialzo, seppure inferiore alla media nazionale, che valuta un tasso tendenziale annuo del 2,8%, mentre a Brescia le stime ancora provvisorie parlano di un?inflazione al 2,4% ad agosto. Una ricerca dell?Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha calcolato che il peso degli aumenti dei prezzi, che grava da fine 2002 al 31 luglio 2003 su una famiglia italiana media, è stato di 1.381 euro. E gli aumenti potrebbero arrivare entro gennaio 2004 alla cifra considerevole di 2.817 euro in più a famiglia. Per fermare l?inflazione l?Intesa consumatori ha indetto per martedì 16 settembre una giornata di sciopero della spesa e mobilitazione, all?insegna dello slogan: «La sola borsa che sale è quella della spesa». Ci sarà anche un presidio in piazza della Loggia.
Mentre industriali e commercianti si rimpallano responsabilità per l?inflazione, che rischia di mandare in crisi tutti i calcoli del Governo, nei giorni scorsi il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano ha dichiarato che i Comuni potrebbero svolgere un?efficace azione calmieratrice sui prezzi, affidandosi ai controlli sistematici della polizia annonaria, con verifiche e monitoraggi su tariffe e listini di bar, negozi e mercati.
Abbiamo chiesto un parere sulla proposta all?assessore al Commercio Dionigi Guindani. Saranno efficaci nuovi controlli e compiti da parte dei vigili urbani?
«A Brescia l?Amministrazione è fortemente impegnata per uno svolgimento corretto delle attività commerciali – sottolinea Guindani – e già in agosto i Comuni hanno ricevuto una delega dalla Regione per i controlli dell?esposizione delle etichettature sui prodotti ortofrutticoli freschi, previste per legge dallo scorso febbraio. Chi non è in regola rischia pesanti sanzioni, che vanno da 550 fino a 15.500 euro. D?altra parte i compiti della polizia annonaria sono già vasti e a Brescia l?organico è ridotto a sette uomini. I vigili del settore commerciale devono controllare le autorizzazioni, gli orari, l?abusivismo commerciale, i mercati, ultimamente come dicevo l?etichettatura. Naturalmente se si aggiungerà un nuovo compito risponderemo. Vorrei solo fare notare che il governo non può richiederci ulteriore impegno quando non permette nuove assunzioni. L?amministrazione ha individuato la necessità di 15 nuovi agenti della polizia municipale, ma non può procedere per i vincoli sugli organici imposti da Roma».
Secondo lei i controlli dei vigili potrebbero risultare efficaci contro gli aumenti dei prezzi?
«Andrebbe precisato meglio il contesto – osserva Guindani – perchè la politica governativa ha spinto verso una maggiore liberalizzazione del mercato e se un commerciante decide di fare pagare il doppio un prodotto in teoria lo può fare. Cosa si chiede ai vigili annonari? Andrebbero precisati meglio gli indirizzi di un intervento di controllo sui prezzi».
La stessa opinione, da un altro punto di vista, viene espressa anche dal comandante della Polizia municipale, Virgilio Appiani: «Secondo le leggi vigenti un aumento dei prezzi non è sanzionabile. Quindi che senso avrebbe mandare i vigili a controllarli? Tecnicamente sarebbe fattibile, anzi completerebbe la gamma di controlli commerciali già affidati alla polizia municipale. Ma perchè il nostro intervento sia efficace gli agenti devono contare su un potere sanzionatorio, altrimenti è pura accademia. Sarebbe esclusivamente un?attività informativa, ma per questo a Brescia ci sono già i tecnici rilevatori della commissione comunale sui prezzi».
Un esperto che fa parte di questa commissione è Fausto Filippini, della Federconsumatori.
Cosa ne pensa della proposta di Marzano?
«Potrebbe essere un aiuto nel contenere l?inflazione – osserva Filippini – se ci fosse dato un indirizzo di intervento. Fino a questo punto l?azione di governo si è invece distinta per avere abolito qualsiasi autorità di controllo sui prezzi.
Cosa devono controllare i vigili? Non possono limitarsi a prendere nota, perchè di osservatori del mercato ce ne sono già abbastanza a Brescia. Ci vuole un?autorità di controllo sul mercato, che abbia poteri e mezzi per intervenire. Ci voleva un controllo al momento dell?introduzione dell?euro».
Il Comitato comunale di controllo sui prezzi funziona però…
«Ripeto che l?osservatorio va bene ma non basta – conclude Filippini – perchè serve un?autorità di indirizzo per un?adeguata politica dei redditi oltre che sui prezzi. Di fronte all?inflazione non tutti i redditi sono uguali. Per questo l?Intesa dei consumatori propone un doppio binario di intervento, basato sulla revisone e semplificazione del paniere (alimentari, tariffe dei servizi pubblici, beni voluttuari), e su tre scaglioni di reddito (fino a 12.000 euro annui, da 12.001 a 18.000 euro, oltre i 18.000 euro)».
Anche un secondo esperto della Commissione comunale prezzi, Francesco Zanatta, della Lega consumatori Acli, sottolinea la necessità di ridurre il paniere delle rilevazioni. «Basterebbe individuare una serie di cento prodotti di base tra gli alimentari per garantire un controllo efficace nella grande distribuzione – osserva Zanatta -. Ma per la nostra commissione, che pure reputo una delle più avanzate in Italia, il vero problema sono i controlli della piccola distribuzione. Anche se a Brescia, negli ultimi anni, in questo settore l?ingresso di esercenti extracomunitari ha provocato anche un impulso calmieratore dei prezzi. Il governo a mio avviso potrebbe fissare per determinati prodotti sociali, quelli che tutti devono aquistare, delle tabelle standard. Ma oggi, in un mercato liberalizzato, resta fondamentale la trasparenza dei prezzi. Perchè ora l?unico controllo efficace sul mercato è quello delle scelte del consumatore».
I controlli dei vigili urbani quindi non sarebbero efficaci.
«Affidare i controlli ai vigili in questo contesto – conclude Zanatta – per me è pura demagogia. Il primo intervento efficace, ripeto, è la trasparenza nei prezzi. Il Comune di Brescia dovrebbe ufficializzare meglio i dati raccolti, diffondendoli magari attraverso le circoscrizioni o con più efficacia via internet. Certo sarebbe più logico che la trasparenza funzionasse a livello provinciale, monitorando realtà di grossi paesi decentrati, come Desenzano, Orzinuovi e la Valcamonica. L?unica cosa pericolosa quando si parla di prezzi è l?inerzia e la passività dei consumatori. A noi spetta informarli correttamente. A loro competono le scelte».
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