12 Settembre 2011

Prezzi, negli ultimi 10 anni aumenti medi del 53,7%

Prezzi, negli ultimi 10 anni aumenti medi del 53,7%
 

L’ euro sta per compiere 10 anni: nel nostro paese entrò in vigore a tutti gli effetti il 1° gennaio 2002. Ma già da settembre 2001 i listini dei prezzi cominciavano ad essere espressi nella doppia valuta. Il rapporto tra lira ed euro è stato fin da subito poco chiaro: il suo valore fissato a 1,936 lire ha fatto sì che, per semplicità, la conversione lira/euro fosse 2/1. Quando poi la doppia valuta è stata superata, i prezzi sono andati per conto loro e il valore della lira è diventato un lontano ricordo. Questo ha portato a significativi aumenti dei prezzi. Le Associazioni dei consumatori aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) hanno calcolato i rincari che si sono registrati da settembre 2001 a settembre 2011 su un paniere composto da 100 voci relative a beni e servizi di largo consumo, altamente rappresentativo dei consumi quotidiani dei cittadini italiani. "Il risultato – affermano le 4 Associazioni – è sbalorditivo . I rincari, infatti, sono sempre a due cifre, e raggiungono una media del 53,7%, tenuta alta da prodotti i cui prezzi sono letteralmente schizzati. Tra questi ci sono il cono gelato che ha registrato un aumento del 159,7%, la penna a sfera, il cui prezzo è aumentato del 207,7%, il tramezzino al bar (+192,2%), i biscotti (+113,3% al kg), la lavanderia, il caffè o i supplì. Vi è poi tutta una serie di beni e servizi che hanno registrato un raddoppio (o quasi) dei prezzi: dalla pizza margherita (+93,5%) ai jeans (+95,2%), dalla giocata minima del Lotto (+96,1%) al balzello da pagare al parcheggiatore abusivo, passando per i pomodori pelati, per il biglietto del bus di una metropoli come Milano, fino ad arrivare alla mancia al ristorante". "I rincari degli ultimi 10 anni – spiega Casper – hanno prodotto un progressivo impoverimento dei cittadini, ed una forte perdita del potere d’ acquisto, in base ai nostri calcoli del 39,7% a famiglia. Ma l’ ondata di aumenti non è finita. Il recente scatto dell’ aliquota Iva dal 20 al 21% deciso dal Governo, produrrà un ulteriore incremento dei listini al dettaglio". Per tale ragione Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori hanno organizzato per i prossimi giorni una protesta contro il massacro dei prezzi a danno dei cittadini, scendendo in piazza il prossimo 15 settembre, assieme ad altre associazioni, per far sentire la voce dei consumatori, sempre più impoveriti dal carovita.

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