Prezzi, la stangata viene dal mare
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fonte:
- Il Messaggero
Prezzi, la stangata viene dal mare
Consumatori infuriati. Il Codacons: «Boicottare chi rincara troppo»
Acqua venduta a peso d`oro, gelati e bibite rincarate fino al trecento per cento rispetto al prezzo all`ingrosso. Salgono alle stelle i listini prezzi delle strutture balneari e delle spiagge attrezzate di Ostia: per i bagnanti il salasso è assicurato. Qualche esempio? Una lattina di thé in spiaggia può costare da 1,20 a 1,50 euro. Come dire: da un minimo di 2300 fino a sfiorare la soglia delle 3 mila lire. Ancora, un?aranciata va da 1,50 fino a 1,70 euro. Ovvero: dalle 3000 lire in su. Un po? meno consistenti i rincari dei gelati. Un cornetto Algida sotto l?ombrellone costa mediamente 1,20 euro; un magnum 1,45 euro, un maxibon 1,50 e un ghiacciolo 80 centesimi. Prodotti scelti a caso, fra quelli più richiesti dai clienti e comparati prendendo a campione alcune strutture balneari. Per rendere meglio l`idea del caro-mare sul litorale romano, si possono raffrontare i dati dello stesso prodotto acquistato all`ingrosso prima, poi al supermercato e infine sempre all`interno della stesse spiagge. Come parametro per l`ingrosso è stato scelto il listino della Orvel, ditta che rifornisce numerosi bar e ristoranti di Latina e dell`hinterland romano sud.
Il passaggio dal grossista al dettagliante registra in alcuni casi degli scarti sbalorditivi. E per di più in quasi tutti gli stabilimenti e spiagge attrezzate è proibito ?introdurre? bibite e cibi, sicché, almeno in teoria, si è costretti a sottostare a quei prezzi da capogiro. L?esempio più evidente è quello dell?acqua mionerale: una bottiglietta da mezzo litro in un grande distributore costa intorno ai 10 centesimi; in un supermercato medio 50 centesimi; in spiaggia fino a 90 centesimi. Un rincaro, dunque, dell`ottocento per cento dal fornitore al dettagliante in riva al mare. Già di per sé illuminante, anche senza contare le testimonianze di quei bagnati che giurano di essersi sentiti chiedere per una minerale da mezzo litro all`ora di punta anche un euro e mezzo. Discorso simile per gli altri prodotti. Tanto per avere un`idea: quasi il 300 per cento in più per una lattina d`aranciata, oltre il 200 per una coca cola e più del 400 per cento per un aperitivo analcolico. I consumatori sonio furiosi. «I prezzi sono decisamente esagerati – osserva Andrea Mannucci, segretario del Codacons Ostia – consiglio di acquistare solo dove lo scarto non è spropositato». Una sorta di boicottaggio, dunque: un suggerimento a cui già in molti sembrano dare ascolto. «Per e per i miei amici – confida Marco Di Figlia, ventenne – è un?abitudine passare al supermercato prima di andare in spiaggia. Con il costo di una sola bibita al mare, in un alimentari compriamo anche da mangiare». Lo stesso vale per Francesca Tabarrini, studentessa: «Una deviazione prima di raggiungere il mare vale un bel risparmio». «Noi invece – intervengono tre amici Tiziano Cappelli, Valerio Savariano e Fabrizio Mattiacci – per mangiare usciamo dallo stabilimento».
Ma come rispondono le associazioni dei balneari? «Ogni prodotto che vendiamo – dice Rosella Pizzuti del Sib – è accompagnato da un`ampia quantità di servizi aggiuntivi che gravano pesantemente sulle nostre casse. Se poi nella categoria ci sono anche coloro che provano a fare i furbi, posso assicurare che l`ottanta per cento di noi lavora onestamente». «Sono accuse che ci sentiamo rivolgere ogni estate – afferma Massimo Muzzarelli dell`Assobalneari – ma a me sembra ovvio che l`ampia gamma d`offerta che mettiamo a disposizione abbia un costo».
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