13 Settembre 2007

Prezzi, la Finanza contro le speculazioni

Prezzi, la Finanza contro le speculazioni
Bersani annuncia un accordo per rendere più funzionali le ispezioni. Oggi sciopero della pasta


CONTROLLI Un “accordo con la Guardia di Finanza per rendere più funzionali i controlli ispettivi contro gli interventi speculativi sui prezzi al consumo“ è stato annunciato dal ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani durante il question time nell`Au- la della Camera. Bersani ha spiegato che il governo può fare soltanto un`azione “di moral suasion, che è stata efficace quest`estate per ottenere una riduzione della forbice con il prezzo medio europeo della benzina“. Subito dopo l`intervento a Montecitorio, Bersani ha partecipato ad un incontro con il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro, consumatori e grande distribuzione. I due ministri hanno chiesto alla grande distribuzione di mantenere i prezzi dell`agroalimentare entro i livelli dell`inflazione, almeno fino al 31 dicembre. “Siamo all`inizio di un percorso – ha detto Bersani – e vigileremo sulle speculazioni“. Per il 20 settembre è fissato un incontro con i rappresentanti dell`intera filiera Da parte del ministro De Castro l`annuncio di chiedere a Bruxelles, già ad prossimo incontro di Oporto, di rendere disponibili tre milioni di ettari per aumentare le colture di grano e cereali e aumentare la produzione di latte in modo da dare risposte strutturali ad aumenti di prezzi delle materie prime. Bersani da parte sua ha anche ricordato che solo una parte delle misure di liberalizzazione ha dispiegato i propri effetti e “dall`impatto di sole cinque tra le oltre 30 misure approvate, la diretta incidenza sull`inflazione è stata pari allo 0,23%, che vuol dire per le famiglie 2,4-2,8 miliardi“. Contro gli aumenti ingiustificati dei prezzi le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons) hanno proclamato per oggi “lo sciopero della pasta“. Accanto a loro, per la prima volta, ci sarà anche la Coldiretti. Il simbolo della protesta, infatti, è l`aumento che di anno in anno e senza interruzioni subisce il prezzo del pane: dal 1985 ad oggi, più 750 per cento. Ma il grano, denuncia chi lo semina e lo raccoglie, è persino più economico: 23 centesimi al chilo ventidue anni fa, un centesimo in meno adesso. “Come produttori non possiamo aderire allo sciopero ma certo ne condividiamo le ragioni – dichiara il presidente della Cia, Giuseppe Politi – . Da tempo abbiamo sollevato questo problema poichè quello che avviene oggi nelle filiere dell`agroalimentare si riflette in danno dei consumatori e dei produttori“.

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