PREZZI: ISTAT, STIME RIVISTE RIBASSO, A NOVEMBRE +1,6%
CODACONS: MA SU INFLAZIONE PESANO SPECULAZIONI SU TRASPORTI E MANCATO RIBASSO CARBURANTI
Sul tasso d’inflazione di novembre, stabile all’1,6% su base tendenziale, pesano le speculazioni nel settore energetico e i mancati ribassi dei carburanti che non hanno seguito l’andamento fortemente in calo del petrolio. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
“Ad influire sull’inflazione sono ancora una volta il comparto energetico e quello dei trasporti, che segnano i rialzi tendenziali più elevati, rispettivamente +4,8% e +3,5%, con impatti pesanti sui bilanci familiari – afferma il presidente Carlo Rienzi – In particolare le speculazioni sull’energia e sui carburanti continuano a tenere elevato il tasso di inflazione, e l’insufficiente ribasso dei listini di benzina e gasolio ha effetti diretti sui prezzi al dettaglio. Solo per gli spostamenti e a causa dell’aumento dei prezzi nel comparto “trasporti”, una famiglia con due figli spende oggi +186 euro su base annua. Il Governo ha il dovere di intervenire per fermare le speculazioni che, in questo periodo dell’anno, puntualmente si verificano nel settore dell’energia, e per calmierare i prezzi dei trasporti, ingiustificatamente in crescita a novembre del +3,5% rispetto allo scorso anno nonostante il crollo delle quotazioni del petrolio del -30%” – conclude Rienzi.
Per quanto riguarda le famiglie, il tasso di inflazione al +1,6% determina un maggior esborso pari a +625 euro per un nucleo con due figli e +492 euro per la famiglia “tipo” – conclude il Codacons.
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