Prezzi, Istat: ad aprile inflazione all’1,9%. Consumatori: stangata per le famiglie
-
fonte:
- Help Consumatori
L’Istat non conferma i dati preliminari e oggi comunica un balzo in avanti dell’inflazione che ad aprile ha raggiunto l’1,9%, in accelerazione dall’1,4% di marzo. I dati provvisori indicavano +1,8% su anno e +0,3% su mese. Il balzo dell’inflazione è dovuto alla crescita dei prezzi di energia elettrica (+5,4% su anno) e gas naturale (+5,9%), oltre a quelli dei servizi relativi ai trasporti (+5,5%).
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che fanno parte del “carrello della spesa” degli italiani diminuiscono dello 0,4% ad aprile su base mensile e registrano un aumento dell’1,8% su base annua, in frenata dal +2,3% di marzo.
L’”inflazione di fondo“, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita di quattro decimi di punto percentuale (+1,1%, da +0,7% di marzo), mentre quella al netto dei soli beni energetici si è attestata a +1,3%, da +1,2% del mese precedente. L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,4% per l’indice generale; +0,7% per la componente di fondo.
L’incremento su base mensile dell’indice generale è stato ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,3%) e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,2%), che hanno risentito entrambi di fattori stagionali. L’Istat ha registrato, invece, un calo dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1% su mese). Questa flessione è stata dovuta quasi esclusivamente al calo dei prezzi dei vegetali freschi (-5,7%) che hanno segnato, su base annua, una marcata attenuazione della crescita, che è rimasta comunque pronunciata (+12,9%, era +22,5% a marzo e +37,2% a febbraio).
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per la “famiglia tipo” dell’Istat, formata da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.
L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la Top Ten delle città più care d’Italia in termini di aumento del costo della vita. In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.
“La crescita dei prezzi al dettaglio ad aprile è la più alta degli ultimi 4 anni e ha effetti diretti sulle famiglie”, spiega il Codacons. Si tratta però di una inflazione “negativa”, nel senso che non è determinata da un incremento dei consumi degli italiani, ma solo dalla fortissima crescita del comparto energetico che ha effetti a cascata su tutti i settori, specie sui trasporti”. “Lo stesso istituto di statistica, attraverso gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio, ci dice che i consumi in Italia sono in una fase di grave stallo, a dimostrazione del fatto che l’andamento dell’inflazione non segue minimamente quello della spesa degli italiani”, conclude l’Associazione.
La preoccupazione è comune anche a Federconsumatori e Adusbef che sottolineano che l’impennata dei prezzi, trainati verso l’alto dell’aumento delle tariffe, avrà “effetti dannosi per le famiglie. È opportuno tenere a mente”, dicono le associazioni, “che l’aumento del tasso di inflazione incide in maniera più spiccata specialmente sui redditi medio-bassi. Tale andamento contribuirà ad intaccare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già fortemente ridotto a causa della crisi e dello stallo del mercato occupazionale”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione
