30 Dicembre 2016

«Prezzi in salita ma i consumi restano al palo»

«Prezzi in salita ma i consumi restano al palo»

di Elena Del Giudice wUDINE I consumi restano sostanzialmente al palo, ma i prezzi sono destinati a salire. Mettendo in ulteriore difficoltà – rileva l’ avvocato Vitto Claut, presidente del Codacons Fvg – le famiglie, e sono tante, in cui le entrate da lavoro sono state fortemente diminuite o dalla perdita dell’ impiego o dall’ utilizzo degli ammortizzatori sociali. Le stime dell’ associazione sui rincari che scatteranno il prossimo anno, parlano di una stangata vicina ai mille euro, per la precisione 986 euro come media nazionale, e per il Fvg potrebbe essere più alta, visto che i prezzi mediamente sono più alti qui che in altre regioni. Le differenze si notano soprattutto nel settore alimentare, mentre non ve ne sono per i costi legati a forniture e servizi. Ad esempio nel 2017 pagheremo di più sia l’ energia elettrica che il gas, mediamente tra 29 e 48 euro aggiuntivi. Segnalato in incremento il costo dei carburanti, benzina e gasolio in primis. Schizzeranno in su le spese postali, quelle legate alle mense e ai trasporti. Solo per l’ aumento dei prezzi al dettaglio il Codacons prevede per le famiglie un aumento di spesa pari a circa 302 euro, alimentari esclusi. Tra tutte queste voci i cui valori saranno ritoccati nel 2017, ce ne sono alcune che francamente sono particolarmente indigeste – prosegue Claut -, penso ad esempio agli aumenti per le autostrade, che credo presentino già tariffe che sono tra le più alte d’ Europa. In Austria, ad esempio, con 100 euro l’ anno si transita sull’ intera rete. In Slovenia accade la stessa cosa. In Croazia si pagano 81 centesimi per percorrere 50 chilometri. Da noi andare a Milano o a Roma in autostrada costa, di pedaggio, quasi quanto di carburante. Il Governo dovrebbe mettere mano a questo sistema che non è oggettivamente sostenibile, secondo il presidente del Codacons Fvg. Che punta il dito contro l’ esecutivo anche in relazione agli aumenti dei prezzi dei beni di consumo e delle forniture. Si tratta di misure che penalizzano le famiglie e quindi la comunità, e tutti coloro che non hanno un reddito adeguato, da chi ha perso il lavoro ai pensionati. Mi stupisco – ancora Claut – che non ci si renda conto delle difficoltà che le famiglie sono costrette ad affrontare e che, senza considerazione alcuna, si approvino aumenti sconsiderati. E i dati sui consumi di Natale confermano l’ assunto: mediamente la spesa è stata di 121,11 euro a famiglia, con una variazione di +0,3/0,4% rispetto al 2015. Un dato che, secondo le associazioni dei consumatori, registra un peggioramento delle aspettative.
elena del giudice

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