4 Gennaio 2014

Prezzi in frenata nel 2013 ma i consumatori contestano i numeri dell’ Istat

Prezzi in frenata nel 2013 ma i consumatori contestano i numeri dell’ Istat

L’ inflazione si raffredda. La crisi dei consumi si riflette sull’ indice dei prezzi per il 2013 che raggiunge l’ 1,2%, in forte diminuzione rispetto al 3% registrato nel 2012. Come conferma l’ Istat, si tratta del minimo dal 2009. Ma la Sardegna fa peggio del resto d’ Italia. A Cagliari, a dicembre, la variazione congiunturale (mese su mese) segna un +0,4% contro il +0,2% nazionale.IL CARRELLO La gelata riguarda sia i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, cresciuti dell’ 1,6% nel 2013 in netta decelerazione rispetto al +4,3% segnato nel 2012, sia per quelli dei prodotti a media frequenza di acquisto (+1,2%, dal 2,8 del 2012). Per i prodotti a bassa frequenza di acquisto si registra invece un aumento dei prezzi di appena lo 0,2% dal +1,2% del 2012.I PRODOTTI A spingere l’ indice generale dei prezzi sono stati in particolare i costi legati all’ acquisto di “Vegetali freschi” (+13,8% mensile, +12,6% a Cagliari), sul cui rincaro – spiega l’ Istat – «incidono fattori di natura stagionale». Anche per i “Servizi relativi ai trasporti” (+0,9%, +1,1% a Cagliari) la motivazione è di natura stagionale. Se si considerano le divisioni di spesa, rispetto a dicembre 2012 i maggiori tassi di crescita si sono visti nel settore “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+1,8%, +1% a Cagliari), “Istruzione” (+1,4%, +0,7% a Cagliari), “Bevande alcoliche e tabacchi” (+1,3%, +0,5% nel capoluogo sardo) e “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+1,2%, +1,3% a Cagliari). I prezzi del comparto “Comunicazioni” risultano in sensibile flessione (-9,7%, -9,3% a Cagliari).I CONSUMATORI La frenata dell’ inflazione nel 2013, avvertono le associazioni dei consumatori, è legata alla crisi economica e al crollo dei consumi. L’ aumento dei prezzi dell’ 1,2%, come detto il più basso dal 2009 quando si registrò un +0,8%, vale in media per una famiglia di tre persone, stando ai calcoli del Codacons, 419 euro. Il costo della vita, secondo queste stime, è aumentato di 257 euro per un single, 345 euro per una famiglia di due persone, 419 per una famiglia tipo di tre persone e 462 per una di quattro componenti. Questa «tassa invisibile», avvertono i consumatori, anche per un single, è superiore al beneficio massimo che ci sarà in busta paga nel 2014 con la riduzione del cuneo fiscale (previsti circa 225 euro) o all’ eliminazione dell’ Imu sulla prima casa, il cui versamento medio è stato pari a 225 euro.Lanfranco Olivieri RIPRODUZIONE RISERVATA.

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