5 Febbraio 2003

Prezzi in frenata a gennaio (2,7%)

Petrolio alle stelle: luce e benzina più cari

Prezzi in frenata a gennaio (2,7%) ma rimane alto il divario con Eurolandia




ROMA – Il caro petrolio incombe sulle tasche degli italiani e sull`intera economia. I primi riflessi delle fiammate registrate dal greggio negli ultimi mesi non hanno infatti tardato a ripercuotersi sulle tasche degli automobilisti, che oggi pagano un litro di verde 0,045 in più dell`inizio di dicembre (con un rincaro per ogni pieno di oltre due euro). E sull`andamento dei prezzi. Nonostante l`inflazione abbia registrato a gennaio una leggera battuta d`arresto rispetto al mese precedente (2,7% contro il 2,8% di dicembre), la voce trasporti ha infatti tirato, crescendo il doppio rispetto alla media nazionale (0,6% la variazione congiunturale di questa voce contro lo 0,3%). Così come la voce relativa alla casa che ha segnato la variazione maggiore (+1,1%) rispetto al mese precedente. Colpa anche delle bollette elettriche e del gas che, spinte dal caro-greggio, sono salite dal primo gennaio rispettivamente del 2,5% e del 2,2%.
Bolletta della luce più cara. E per l`immediato futuro la situazione non appare riservare sorprese positive. Al di là della possibile evoluzione della situazione mediorientale e quindi di una guerra che rischia di spingere l`oro nero alle stelle con nuove conseguenze negative su un paese come l`Italia fortemente dipendente dal greggio, già ad oggi nuovi rincari consistenti vengono anticipati per le tariffe elettriche nel prossimo trimestre. Secondo i primi dati preliminari le bollette della luce, dal primo aprile, potrebbero infatti, in seguito agli aumenti delle quotazioni del petrolio negli ultimi sei mesi, salire di un altro 3 per cento con un aggravio di altri 7 euro che sommati ai rincari già scattati a gennaio porterebbero la maggior spesa delle famiglie, per la sola elettricità, a 14 euro in più l`anno. Vale a dire circa 28 mila vecchie lire in più per ogni bilancio familiare.
Benzina alle stelle. E l`allarme resta alto anche sul fronte dei carburanti. I prezzi di benzina e gasolio continuano infatti a crescere con una nuova ondata di rincari, scattata negli ultimi giorni in quasi tutti i distributori italiani, che ha portato la verde ben sopra la soglia psicologica delle vecchie 2.100 lire.
Tornando, invece, al dato diffuso ieri dall`Istat che conferma le prime indicazioni delle città campione diffuse a metà mese, a gennaio il caro vita si è fermato al 2,7% nel confronto con un anno fa contro il 2,8% segnato a dicembre. Un dato per ora preliminare che se sarà confermato dall`Istat il 18 febbraio, mostra un`inflazione nel primo mese dell`anno, tornata agli stessi livelli di ottobre 2002. E non si esaurisce la polemica dei consumatori che parlano di dato «irreale, lontano dalla realtà degli acquisti degli italiani», frutto di un paniere «addomesticato», in cui Rc auto, banche e poste «non trovano il giusto peso, contribuendo a tenere artatamente basso il livello di inflazione». Anche alla luce del confronto tra il dato misurato dall`Istat e – spiega l`Intesa dei consumatori – quello armonizzato europeo, che segna +3,1%. E che in ogni caso mantiene alto il divario con i paesi di Eurolandia che, secondo la stima-flash di Eurostat, ha registrato a gennaio una media del 2,1% contro il 2,3% di dicembre 2002. Secondo un?analisi condotta da Econometrica, agenzia indipendente di ricerca economica di Bologna «i dati diffusi dall`Istat confermano un quadro sostanzialmente debole dell`economia italiana».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this