14 Maggio 2014

Prezzi in calo, il mercato immobiliare respira

Prezzi in calo, il mercato immobiliare respira

L’ incremento dei prestiti nei primi tre mesi dell’ anno è significativo, ma è presto per parlare di fine della crisi. Nel 2007 in Italia i mutui erogati ammontavano a 62,7 miliardi, nel 2013 sono stati pari a 17,6 miliardi. …Casa, dolce casa. Anche in Sicilia, come nel resto d’ Italia, nei primi tre mesi dell’ anno, i nuovi mutui per l’ acquisto delle abitazioni sono aumentati del 20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013. Migliora, dunque, la possibilità delle famiglie di comprare una casa grazie al calo dei prezzi e ai minori tassi di interesse sui prestiti. A confermare in Sicilia il trend nazionale del mercato, diffuso dall’ Agenzia delle Entrate e dall’ Abi, è Calogero Curcio, dell’ area manager di Tecnocasa, che raccomanda comunque di leggere attentamente queste cifre: «La crescita dei mutui può sembrare elevata – spiega – ma in effetti non lo è perché è dovuta all’ andamento particolarmente negativo delle erogazioni dal periodo pre-crisi ad oggi». Dati, dunque, che vanno messi in relazione con il periodo d’ oro del mercato del mattone. In termini assoluti, significa che da gennaio ad aprile, le banche dell’ Isola hanno erogato circa 25-30 milioni in più rispetto al primo trimestre dell’ anno scorso. Un anno, il 2013, che complessivamente, in Sicilia, ha visto erogare dalle banche un miliardo di euro per comprare nuovi alloggi. «Ben poca cosa- continua Curcio – rispetto ai 4-5 miliardi che gli istituti prestavano negli anni prima della crisi». L’ incremento dei prestiti nei primi tre mesi dell’ anno non è interpretabile, infatti, come la fine della crisi del settore immobiliare, perché ancora non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle famiglie e ad alimentare la crescita del mercato. Secondo Tecnocasa, la facilitazione dell’ accesso al credito in Sicilia nei primi mesi dell’ anno ha determinato un aumento di circa il 10 per cento delle vendite. Buone notizie, quindi, dopo l’ annus horribilis, il 2013, che aveva registrato il settore. Secondo il rapporto complessivo del 7 per cento delle compravendite. Benedetto mutuo. È lui il grande colpevole. Secondo la Fiaip, Federazione agenti immobiliari professionali, «la stretta nella concessione dei prestiti si sente ancora e le vendite non ripartono, nonostante questa leggera apertura delle banche – spiega Nunzio Russo, responsabile regionale della comunicazione -. Il mercato del credito è complessivamente ancora in contrazione, ma ci sono segnali di una moderata ripresa verso una situazione di maggiore stabilità». Bisognerà, quindi, attendere i prossimi mesi per capire se la crescita della domanda comporterà una nuova fase di dinamismo degli istituti di credito, che continuano ancora a prestare particolare attenzione prima di concedere un prestito. Secondo il direttore generale dell’ Abi, Giovanni Sabatini, a livello nazionale, l’ incremento dei mutui «dimostra come oltre il 50% delle famiglie possa acquistare una prima casa e quindi è un indicatore della solidità delle famiglie. Cifre che danno anche delle indicazioni positive di ripresa anche di questo mercato». Il Codacons si dice cauto eritiene che le cifre diffuse dall’ Abi sono «frutto di una illusione ottica, dovuta all’ andamento particolarmente negativo delle erogazioni di prestiti dal periodo pre-crisi ad oggi». La conferma- spiega l’ organizzazione dei consumatoriarriva dai numeri. Nel 2007 in Italia i mutui erogati per l’ acquisto di una casa ammontavano a 62,7 miliardi di euro, nel 2013 le erogazioni sono state pari a 17,6 miliardi, con un incredibile crollo del -72% in soli 6 anni. Critiche rispetto a una lettura ottimistica di queste cifre piovono anche dal Sunia, sindacato unitario degli inquilini siciliani: »La compravendita delle case in Sicilia è stagnante – dice Giuseppe Armanio -. La ripresa è solo dovuta a contratti di case fatti nel 2012 ma chiusi quest’ anno. Le cifre dell’ Abi sono esagerate e diffuse solo per dare fiducia alle persone. La volontà delle famiglie di contrarre mutui c’ è, ma la precarietà del lavoro non lo consente». (*gvar*)
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this