Prezzi in ascesa, una mazzata da 207 euro annui a famiglia
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Schizza il prezzo della benzina – già 1,5 centesimi al litro in piùgrazie all’ aumento dell’ Iva, passata da due giorni dal 21 al 22%, che a breve farà sentire i suoi effetti anche su abbigliamento e calzature, elettrodomestici e arredamento, giocattoli, gioielli, elettronica e automobili. Senza dimenticare i servizi resi da professamente e diluita nei prossimi mesi si sta per abbattere sulle famiglie italiane. Una mazzata che Federconsumatori e Abusbef hanno calcolato in un costo aggiuntivo per nucleo familiare pari a 207 euro l’ anno. Si va da 130 euro in più per l’ incremento diretto dei prezzi dei prodotti soggetti a Iva al 22% ai 76 euro aggiuntivi per l’ incremento dell’ insieme di prezzi e tariffe (compresi quelli dei prodotti soggetti a Iva al 4% e al 10%, quali agroalimentari, carni, ecc.), dovuto all’ aggravio dei costi di trasporto, ai maggiori costi energetici, a ritocchi e arrotondamenti vari che non mancano mai. Le associazioni di categoria hanno bollato l’ operazione Iva come deleteria ed estremamente dannosa per l’ intera economia, ma soprattutto un balzello sui poveri che colpisce ogni fase della produzione. «I consumatori partivano già penalizzati in preceattestano in una forbice tra 30 e 80 euro gli aumenti di spesa subiti dalle famiglie baresi negli ultimi 3 mesi, con la manovra Iva si calcola una batosta tra 80 e 240 euro annui a famiglia a seconda della fascia di reddito». Al momento è prematuro dire se ci sarà un’ ulteriore contrazione dei consumi. «Il problema è assoluto – aggiunge Salamon -: se la gente non ha soldi non può comprare». Antonio Scalioti (Codacons Bari) ritiene che il fenomeno sarà più marcato nei prossimi mesi. «Inizialmente i commercianti tenderanno a tranquillizzare i consumatori – spiega – per cui lasceranno grosso modo i prezzi inalterati. Poi nel medio -lungo periodo applicheranno gli aumenti». Tesi più o meno simile agli argomenti sostenuti dall’ assessore alle Attività produttive del Comune di Bari, Rocco De Franchi. «L’ aumento dell’ Iva -dice – non sempre comporta un aumento dei prezzi dei beni di consumo, perché i commercianti baresi non hanno automaticamente aumentato prezzi al dettaglio, pagando di tasca propria le scelte del governo». Ma poi ammette: «Sui cittadini l’ aumento sarà sulle utenze e, sul medio periodo, anche sul resto. L’ aumento dell’ imposta sul valore aggiunto è una scelta errata e depressiva che colpisce tutti». Antonio Pinto (Confconsumatori Bari) cita un dato statistico. «Nel 2011 l’ Iva è passata dal 20 al 21% con un risultato paradossale – afferma -: ha determinato una contrazione del gettito complessivo dell’ imposta causato dalla contrazione dei consumi. È una scelta totalmente folle».
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