6 Febbraio 2013

Prezzi, il paniere è sempre più tecno

Prezzi, il paniere è sempre più tecno
 

 

DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO Dopo mesi di rincari e successive frenate, a gennaio l’ inflazione si è fermata al 2,2% dal 2,3% di dicembre, scendendo così al livello più basso da gennaio 2011. Ma soprattutto, fa sapere l’ Istat, è cambiato il paniere degli acquisti, con l’ ingresso di nuovi prodotti che stanno modificando la vita dei consumatori. Il paniere 2013 è ora composto da1.429 prodotti (dai 1.383 dell’ anno scorso) aggregati in 603 posizioni rappresentative: ed è nel settore dei ‘Servizi di telefonia mobile’ che la rilevazione è stata ampliata a smartphone e tablet. Ovviamente il rinnovo tiene conto di come stanno cambiando le abitudini di spesa degli italiani, che oltre ad essere sempre più hi-tech, si mostrano anche più ecologici, vista l’ entrata del gas metano per le auto (che è anche meno caro della benzina). In aumento, rispetto al 2012, anche il peso relativo delle spese abitazione, acqua, servizi e combustibili, servizi ricettivi e ristorazione, mobili e servizi per la casa, ricreazione, spettacoli e cultura, comunicazioni e bevande alcoliche e tabacchi. Una curiosità riguarda l’ uscita della voce diario-agenda, che rappresenta sia l’ agenda professionale sia il diario scolastico, che per lungo tempo hanno accompagnato le giornate degli italiani. Una notizia negativa riguarda invece i beni alimentari, che a gennaio hanno segnato un rialzo annuo dei prezzi pari al 3,2%: si tratta dell’ aumento maggiore dal febbraio 2009 (quando era +3,5%), ovvero da quasi quattro anni. In particolare, i rincari sono stati trascinati dai prodotti freschi, con +13,4% per le verdure. Su questo ultimo dato ha pesato soprattutto il maltempo: secondo la Coldiretti è stato il gelo di gennaio a danneggiare i raccolti di vegetali freschi; molto più contenuti – aggiunge la confederazione degli agricolto- ri – sono stati gli incrementi tendenziali per altri prodotti come vini (+3,7%%), olio d’ oliva (+0,6%) o pesce fresco (+0,2%). Un rallentamento degli acquisti c’ è stato invece in alcuni settori: nei carburanti, ad esempio, dal +8% di dicembre, il tasso di inflazione della benzina è più che dimezzato, scendendo al 3,1%. Anche per il gasolio si è scesi dal 7,1% di dicembre scorso al +1,9% di gennaio. Diverse le reazioni. Per Federdistribuzione «il progressivo rallentamento dell’ inflazione è un dato positivo che contribuisce a tutelare il potere d’ acquisto dei consumatori». Ora, però, «è da scongiurare l’ aumento dell’ Iva previsto a luglio, che potrebbe portare a una nuova risalita dei prezzi ». Anche Confcommercio si dice soddisfatta. «Nonostante gli incrementi dei prezzi di alcuni servizi di pubblica utilità, continua il graduale rientro dell’ inflazione: un’ evoluzione contenuta dei prezzi al consumo contribuisce sicuramente a restituire un minimo di fiducia alle famiglie». Polemica, invece, dai consumatori: per il Codacons, i pesi dei prodotti del nuovo paniere Istat non sono stati adeguati alle nuove abitudini di spesa. Le famiglie sono sempre più colpite dalla crisi, «con il risultato di ‘falsificare’ i dati e ‘sottostimare’ le spese sostenute dagli italiani di 256 euro». Insomma, bisognerebbe dare più spazio alle uscite obbligate come bollette e affitti, e meno a quelle rinunciabili come ristorante e vestiti. E per Adusbef e Federconsumatori, nel biennio 2012-2013, tra prezzi, tariffe e aumenti delle tasse «la stangata risulta pari a 3.823 euro a famiglia, di cui 691 solo nel settore alimentare ». Insomma, costi e spese «sempre più proibitivi costringono le famiglie a modificare le proprie abitudini: menu più poveri, sempre più prodotti fatti in casa e vera propria caccia al risparmio». © RIPRODUZIONE RISERVATA Federdistribuzione: bene, ma bisogna scongiurare l’ aumento dell’ Iva previsto a luglio Il Codacons polemico: dati sottostimati, prezzi troppo alti per le famiglie.

 

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