31 Agosto 2007

Prezzi, il governo nega l`allarme

Prezzi, il governo nega l`allarme: “Vigilanza alta sulle speculazioni“

ROMA Nessuna giustificazione ai rincari: il Governo scende in campo contro gli aumenti generalizzati dei prezzi e annuncia la linea dura contro le speculazioni, attraverso un`attenta vigilanza. Difendere consumatori e potere d`acquisto, da un lato, e allargare il fronte della trasparenza dei mercati e della concorrenza, dall`altro, sono i due punti su cui l`esecutivo intende continuare a lavorare. Ma arrivano nuove notizie di rincari. Da Napoli i panificatori hanno annunciato un aumento del pane che porterà il prezzo a 2 euro al chilo, contro gli attuali 1,6-1,8 euro. “Vengono a cadere ipotetiche giustificazioni a rincari che non devono a maggior ragione essere a carico del consumatore finale“, ha affermato Palazzo Chigi al termine della riunione interministeriale convocata proprio per affrontare la questione del rialzo dei prezzi e monitorare la situazione, a cui hanno partecipato il premier Romano Prodi, i ministri dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, dell`Agricoltura Paolo de Castro e dell`Attuazione del programma Giulio Santagata e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. Via libera, quindi, all`azione di controllo: autorità centrali e locali, ha detto il Governo, si attiveranno “per sorvegliare affinché non si determinino abusi e perché vi sia trasparenza dei mercati e della concorrenza“.“Contrastare possibili speculazioni a danno dei consumatori“ è la linea governativa, ha aggiunto Bersani, sottolineando inoltre l`intenzione dell`esecutivo di “seguire con grande cura l`andamento dei prezzi“ e richiamandosi al “senso di responsabilità di tutti gli attori economici“. Questo, ha proseguito il ministro dello Sviluppo economico, perché “l`obiettivo comune che risponde all`interesse generale“ del Paese è “mantenere la dinamica dell`inflazione in linea con la media europea“. Obiettivo che va perseguito portando avanti i processi di riforma e di liberalizzazione: in tal senso, “siamo tutti impegnati“, ha affermato Bersani, perché la cosiddetta “terza lenzuolata“, ora all`esame del Senato, “vada in porto rapidamente“. L`orientamento è, infatti, di far approvare entro settembre il ddl sul nuovo pacchetto di liberalizzazioni, che pone al “centro il cittadino-consumatore“.Proprio i consumatori, dai quali è partito l`allarme sulle ultime “stangate“ per le famiglie italiane, non demordono. Sul fronte opposto la Confcommercio che, invece, parla di “allarme mediatico strumentale“, che viene “smentito“ dai dati sulla variazione dell`indice generale dei prezzi al consumo che, afferma l`Ufficio studi, “non lascia spazio a dubbi: l`inflazione complessiva è abbondantemente al di sotto del 2% e quella sui prodotti alimentari e le bevande poco sopra il 2%“. “Cambiano i governi ma la musica non cambia per i consumatori, sempre più vessati e tartassati“, affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che confermano lo sciopero della spesa già indetto per il prossimo 13 settembre. La realtà quotidiana di milioni di famiglie è “dura“, aggiungono, considerando la “raffica di rincari già registrati in tutti i settori produttivi, dai trasporti alla tazzina di caffé sino ai libri scolastici“. A sottolineare “l`ampia forbice tra i prezzi alla produzione agricola e al consumo in Italia, con i prezzi che aumentano in media di 5 volte dal campo alla tavola“ è la Coldiretti. Un appello a “boicottare quei prodotti e quelle marche che hanno aumentato il prezzo“ arriva invece dalle associazioni Acu, Adiconsum, Lega consumatori e Movimento difesa del cittadino, secondo cui “questo è l`unico modo per difendere concretamente la nostra busta paga“ e salvaguardare “il potere d`acquisto senza demagogia“. Un invito a non limitare l`azione di controllo al solo commercio ma a “risalire piuttosto la filiera fino alla produzione“ giunge, infine, dalla Confesercenti, “a garanzia della tutela dei consumatori“ contro “eventuali comportamenti speculativi“. Il pessimismo resta tuttavia diffuso, tanto che il calo della fiducia dei consumatori registrato ad agosto dall`Isae, legato proprio ai timori relativi all`evoluzione corrente e soprattutto all`attesa dei prezzi, si porta sui valori più bassi dall`aprile 2006.

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